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Prendiamo spunto dall’analisi effettuata dai redattori del sito VINO BIO per aggiornare la tematica riguardante i vini “BIO”.

Esiste poca chiarezza sui vini prodotti in modo naturale, tanto che è possibile distinguerli in tre categorie:

  • Vini biologici
  • Vini biodinamici
  • Vini naturali

Vini biologici

Dall’8/02/2012 si può finalmente utilizzare il termine “vino biologico“. E’ stato infatti approvato il regolamento europeo sul vino biologico che prevede nuove norme sulla vinificazione bio, approvate dallo Standing Committee on Organic Farming (SCOF), il Comitato permanente per l’agricoltura biologica.
Queste norme, pur avendo maglie abbastanza larghe (rispetto a quanto richiesto da alcuni paesi tra cui l’Italia), prevedono una serie di restrizioni all’uso di sostanze coadiuvanti ed anche all’utilizzo di alcuni procedimenti meccanici durante la fase di vinificazione.

Fatta questa doverosa premessa, si può dire in estrema sintesi che Il vino biologico è prodotto da uve coltivate secondo criteri biologici (la normativa di riferimento per la coltivazione biologica è il regolamento CE 2092/91 e modifiche seguenti) senza l’aiuto di sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere) e senza l’impiego di organismi geneticamente modificati.

In ogni caso, l’azienda vitivinicola produttrice necessita di una certificazione da parte di un organismo di controllo autorizzato (in Italia sono una quindicina).
Proprio alcuni di questi enti di certificazione del biologico, hanno predisposto un disciplinare che riguarda anche il processo di vinificazione. Ne citiamo uno, per fare un esempio di ciò che è previsto.

Disciplinare Icea/Aiab per la vinificazione
Prevede, tra le altre, disposizioni volte a regolamentare (non a escludere):

  • l’utilizzo di mosti concentrati e di lieviti,
  • le quantità massime ammesse di solforosa (SO2),
  • i processi di chiarificazione e di filtrazione,
  • la conservazione del vino.

All’interno dei limiti e delle disposizioni imposte dalle normative, ogni produttore biologico certificato avrà poi la sua condotta specifica, le sue pratiche più o meno sensibili al concetto di “agricoltura sostenibile”.

 

Vini biodinamici

Questi vini provengono da uve prodotte secondo il metodo biodinamico, formulato negli anni ’20 del secolo scorso dall’austriaco Rudolf Steiner, il fondatore dell’antroposofia.
I tre principi della biodinamica sono:

  • mantenere la fertilità della terra, liberando in essa materie nutritive;
  • rendere sane le piante in modo che possano resistere alle malattie e ai parassiti;
  • produrre alimenti di qualità più alta possibile.

Per un approfondimento delle caratteristiche dell’agricoltura biodinamica, si rimanda al sito dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica.

Anche per i vini biodinamici, come nel caso di quelli biologici, non c’è un riferimento normativo univoco ma alcune associazioni ed enti hanno formulato delle regole che, pur partendo dai criteri del “biologico”, fissano limiti ancor più severi, soprattutto nella fase della lavorazione in cantina.

Citiamo, come esempio, l’associazione “La Renaissance d’Appellation” (nata nel 2008 in Francia ed ora presente anche in Italia) la quale, nella sua Carta di Qualità, esclude l’utilizzo di ogni varietà di additivi aromatici, di enzimi e batteri, di zuccheri; esclude altresì i metodi di superconcentrazione, acidificazione, chiarificazione, ecc.

Altre fonti utili che sentiamo importante citare, per approfondire l’argomento nelle sue varie sfaccettature, sono:

  • ViticolturaBioDinamica , un progetto che promuove il Metodo Biodinamico Moderno di Leonello Anello e che ha un proprio marchio (i vini biodinamici ®);
  • Demeter Associazione Italia, un’associazione privata di produttori biodinamici che certifica il proprio marchio (vino Demeter / Biodynamic ®) secondo uno specifico disciplinare.

 

Vini naturali

Come già accennato, il nome dato a questa categoria non esclude la caratteristica di “naturalità” dei vini biologici e biodinamici, ma riguarda i produttori che non si sottopongono necessariamente ad una certificazione e al tempo stesso rifiutano di usare prodotti chimici di sintesi e di intervenire nel lavoro di cantina con pratiche enologiche invasive.

L’intento di questi produttori è quello di creare vini che siano il più possibile “figli” del territorio e della cultura dai quali provengono, rispettosi dei cicli della natura.

Nel sito vino-bio.com troverete, tra le altre, le aziende vinicole appartenenti a due associazioni: Vini Veri e VinNatur. Vediamone una sintetica descrizione, accennando ai criteri che si sono dati per definire il proprio concetto di naturalità.

Vini Veri

La finalità del Consorzio ViniVeri, come si legge nel sito web istituzionale www.viniveri.net, è quella di “ottenere un vino in assenza di accelerazioni e stabilizzazioni, recuperando il miglior equilibrio tra l’azione dell’uomo ed i cicli della natura”. La regola che il gruppo si impone è molto chiara e prevede, tra le altre cose:

  • coltivazione di vitigni autoctoni;
  • vendemmia manuale;
  • utilizzazione esclusiva di lieviti indigeni presenti sull’uva ed in cantina;
  • fermentazione senza controllo della temperatura;
  • esclusione di ogni azione chiarificante e della filtrazione che altera l’equilibrio biologico e naturale dei vini.

Per una visione completa del disciplinare, si rimanda alla specifica pagina del sito del consorzio: cliccare qui.

VinNatur

Secondo il manifesto dell’associazione VinNatur (sito web:www.vinnatur.it) “produrre vino in maniera naturale significa agire nel pieno rispetto del territorio, della vite e dei cicli naturali, limitando attraverso la sperimentazione, l’utilizzo di agenti invasivi e tossici di natura chimica e tecnologica in genere, dapprima in vigna e successivamente in cantina”.

L’associazione punta molto sulla ricerca, sulla sperimentazione e sullo scambio di esperienze tra vignaioli per promuovere pratiche di vigneto e di cantina orientate al massimo rispetto per l’ambiente. A questo scopo, promuove ogni anno un incontro a Villa Favorita (nei pressi di Vicenza).