Luigi Moio, noto enologo e docente di Napoli, ritiene che più del naso, nella degustazione conti la memoria olfattiva. Che si costruisce registrando e classificando i profumi. Solo così la degustazione olfattiva diventa un atto creativo, personale e professionale al tempo stesso.

Per descrivere gli odori del vino servono semplicemente attenzione e impegno nell’apprendimento mnemonico dei profumi, lasciando completamente libera l’immaginazione. Poi bisogna osare, fidandosi del proprio istinto, perché la descrizione degli odori è un atto creativo, molto personale: quando si sente qualcosa e si ha ben chiaro in mente il riferimento, per esempio rosa, bisogna dirlo, perché di solito corrisponde alla realtà. (tratto da Luigi Moio, “Il respiro del vino”)