Negli anni Settanta Mario Soldati, scrittore, giornalista, intellettuale, ebbe il merito di far conoscere il mondo del vino tramite i suoi viaggi e le sue cronache, raccolte oggi nel libro “Vino al vino”. Un prezioso documento d’epoca, con un valore culturale oltre che storico. Per esempio, il libro si apre sulla contrapposizione tra i vini artigianali, prodotti come una volta, senza interventi chimici, e i vini che lui definisce industrializzati, perché mirano alla stabilizzazione e al controllo del prodotto, comportando, in parte, una omogenizzazione del gusto. Un dibattito che ora ha assunto altri toni e altre sfumature, ma tuttora vivo!
Gli amatori di vino accusano i tecnici, gli enologi di contribuire alla decadenza del vino: in alcuni casi senza resistere, e in altri casi addirittura prestandosi attivamente, alle pratiche di filtraggio, chiarificazione, refrigerazione, stabilizzazione, e a tutti i vari accorgimenti chimici o meccanici, che in definitiva mirano a industrializzare il vino.