Luigi Moio, autore del bel saggio “Il respiro del vino”, descrive minutamente l’evoluzione dei sentori olfattivi dell’Aglianico. Un profilo evolutivo interessante e ricco, da verificare… all’assaggio
L’Aglianico nei primi anni di vita emana delicati odori di violetta, mirtilli, ciliegie e ribes, con eleganti richiami di petali di rosa. Dal quarto al sesto anno le note fruttate virano lentamente verso sentori di prugna e mora selvatica, generando sentori speziati di pepe, zenzero e noce moscata. Dal settimo al nono anno il vino si arricchisce di sentori di sottobosco e di carrube con sbuffi balsamici di corteccia di eucalipto ed erbe officinali. Dal nono anno il profilo fruttato ricorda i frutti molto maturi di amarena e gelso nero con sentori di incenso, china, tabacco essiccato, cuoio, pepe, liquirizia, resina, anice e caffè torrefatto, in armonia sempre con delicati soffi floreali di violette e fresche note mentolate.