Durante il suo primo viaggio nel mondo del vino, raccontato nel libro-reportage “Vino al vino”, Mario Soldati incontra storie straordinarie di prodotti e produttori, che racconto con maestria. Qui è in visita a un’antichissima alberata di Aversa, dove ancora sopravvive la tradizione di far crescere la vite “maritata” a un supporto vivo, il pioppo.
“Su questa terra di cipria rossa sorgono dunque spaziati filari di alberi da frutta e di altissimi pioppi. Attorno ai pioppi si avvolgono enormi tronchi di vite, che salgono dividendosi e suddividendosi in rami enormi, e raggiungono le cime, fino all’altezza di trenta metri e anche più. Sono vigne vecchie addirittura di secoli, e la quantità dei grappoli, e perciò del vino prodotto, è minima in rapporto alla massa legnosa. I succhi della terra, per giungere fino all’acino, attraversano rami per una lunghezza anche di un centinaio di metri. Questa vecchiezza, questa lunghezza, questa massa legnosa, in qualche modo rallentano la sintesi degli zuccheri. E l’uva, in definitiva, risulta particolarmente atta a trasformarsi in vino secco, alla pari e forse meglio dello stesso celebrato Pinot, da cui si ricava lo Champagne.”