Il Grüner Veltliner gode di fama oscillante. Ora apprezzato per la sua gradevolezza, ora accantonato come vino facile, è attualmente in fase di rivalutazione anche per la sua, finora trascurata, capacità di invecchiamento. Jason Wilson, autore di “Godforsaken Grapes”, racconta le origini di questo vitigno e scava in una straordinaria storia di paese.

Le origini del Grüner Veltliner restano oscure. È imparentato con il Rotgipfler, vitigno tradizionale di Gumpold­skirchen, in Austria, con il quale condivide la discendenza dal Savagnin. L’altro genitore è stato scoperto solo di recente, effettuando il test del DNA su una pianta di 500 anni, scoperta nel paesino di St. Georgener, nel Burgenland. Questo vitigno, che risale almeno al XVI secolo, fu trovato nel 2000 da un certo Michael Leberl: quand’era piccolo la madre gli aveva raccontato di questo vitigno aromatico e, diventato adulto, era finalmente riuscito a scovarlo grazie alle indicazioni degli anziani del paese. Secondo alcuni si tratterebbe del leggendario Grünmuskateller, or Moscato verde, che scomparve molto tempo fa. Si tratta di una pianta così robusta che ha resistito all’attacco di alcuni vandali che nel 2011 tentarono di farla a pezzi. Dopo alcuni mesi, riprese a germogliare. Qualche anno dopo, ha prodotto 300 litri di vino e oggi è protetta come monumento nazionale.