Ad aprire la ricca stagione 2018/2019 degli Eventi targati FISAR Milano, sarà la Visita sui Colli Tortonesi organizzata per il prossimo Sabato 8 Settembre. Viaggeremo tra le dolci colline del Piemonte, non distanti da Milano, per farci accogliere da due delle cantine più rappresentative della zona: La Colombera e Claudio Mariotto. Se pensiamo al Piemonte vinicolo la prima cosa che potrebbe saltare alla mente è il colore rosso. Quello dei grandi vini da invecchiamento come il Barolo o di quelli della tradizione contadina come la Barbera, da abbinare alla gustosa cucina regionale. Eppure non di soli rossi è intrisa la tradizione enologica piemontese. Tra i loro ben noti migliori vini bianchi, uno di questi è senz’altro il Timorasso.

LE ORIGINI DEL VITIGNO  – Vitigno dalle origini antiche, se ne hanno testimonianze già nel XIV secolo quando veniva coltivato nelle valli tra Piemonte e Lombardia fino anche alla provincia di Genova. Qui, secondo scritti del 1885, veniva definito “a duplice attitudine”, ovvero destinato sia alla vinificazione che al consumo da tavola. Si può dire che prima della fillossera fosse una delle varietà più diffuse nella zona dei Colli Tortonesi, arrivando a superare anche il suo compatriota Cortese. Un tempo, infatti, la sua coltivazione interessava un vasto territorio dall’Alessandrino, al Novarese, al Tortonese per arrivare fino a Voghera. Mentre oggi la produzione è consentita solo nelle province di Asti e Alessandria.

UN VITIGNO ABBANDONATOCome mai, allora, questo vitigno venne abbandonato dai coltivatori che non credevano più nel suo potenziale? La produttività incostante, la sensibilità ai marciumi e alle muffe soprattutto in fase finale di maturazione, hanno fatto sì che i vignaioli – in un momento in cui si prediligeva una forte produttività forse anche a costo di una non eccelsa qualità – si orientassero verso altre scelte. Ma, come ogni pianta può aver più o meno bisogno di cure, anche il Timorasso cercava solo qualcuno che ne comprendesse con pazienza le potenzialità. E questa persona è stata Walter Massa che, intorno agli anni Ottanta, insieme a un altro gruppo di vignaioli lungimiranti, ha restituito a questo vitigno il prestigio che si merita.

DAI VIGNETI AL VINO – Oggi i vigneti sorgono per la maggior parte in zona Grue e Curone su terreni di argilla chiara con una buona componente calcarea, prediligono esposizioni soleggiate e riparate dai venti; dalla maturazione precoce a circa inizio settembre, il Timorasso si adatta bene alle zone collinari più elevate. Il vino che si ottiene è solitamente giallo paglierino intenso con sentori tipici di mandorla, nocciola e miele; di medio alcol, gusto pieno e asciutto, con spesso richiami minerali e di pietra focaia. Il vitigno è capace di dar vita a vini di alta qualità adatti a un discreto invecchiamento.

LA COLOMBERA – La Colombera ci ospiterà illustrandoci le fasi di preparazione della vendemmia, con successivo assaggio degli acini e dei vinaccioli, per finire con una verticale dei loro Timorasso e dei loro migliori rossi, il tutto accompagnato da un pranzo leggero con prodotti tipici della zona. Situata nel borgo di Vho, a 5 km da Tortona, i vigneti si estendono per 20 ettari con accorpate le cantine. La filosofia dell’azienda è di vinificare le uve separatamente, imbottigliando ed etichettando solo i vini che arrivano da vigne di almeno 25 anni, mentre quelli che si ottengono dalle vigne più giovani sono venduti sfusi esclusivamente ai privati.

LA STORIA DE LA COLOMBERA – La loro storia inizia nel 1937 quando il nonno di Elena impianta i vigneti dopo essere approdato alla Cascina Colombera. Negli anni viene poi aiutato dal figlio Pier Carlo che, pur prediligendo il lavoro libero nei campi, decide negli anni ’70 di iniziare a produrre vini e non solo a vendere le uve. Fino al 1998, anno di svolta della cantina, in cui il primo vino da uve barbera viene etichettato e chiamato Elisa. Ed è proprio nello stesso anno che la famiglia decide di dare una possibilità al Timorasso impiantandone ben 5 vigneti. Negli anni 2000 un’ulteriore evoluzione è data dal progetto Derthona-Montino che diventa il vino simbolo della cantina.

I VINI “LA COLOMBERA” IN DEGUSTAZIONE – Per quanto riguarda i Timorasso avremo l’occasione di degustare: Derthona 2016, Il Montino 2016, Derthona 2015, Il Montino 2015 e Il Montino 2003. Mentre per quanto concerne i Rossi degusteremo: Vegia Rampana 2016 (Barbera), Elisa 2015 (Barbera affinata in barrique), La Romba 2016 (Croatina) e Arché 2015 (Croatina affinata in tonneaux).

CLAUDIO MARIOTTO – Sempre in zona Vho, per la precisione a Sarezzano, nel pomeriggio ad accoglierci sarà uno dei vignaioli che ha contribuito alla rinascita del Timorasso e alla sua fama nazionale. Faremo un giro in uno dei momenti più importanti per i viticoltori: quello che precede la vendemmia. Le origini della cantina risalgono agli anni Venti, grazie al bisnonno di Claudio, Bepi, che ha tramandato la sua passione al figlio Salvatore che a sua volta l’ha trasmessa al figlio Oreste fino a Claudio, che oggi ha in mano le redini dell’azienda. Ed è portando avanti la tradizione contadina che Mariotto decide di puntare su due vitigni fortemente territoriali: la Barbera e il Timorasso. Insieme ad altri come Cortese, Freisa e Croatina. Tutti questi vigneti sono sparpagliati in 26 ettari in varie zone dei Colli Tortonesi, a circa 300 m s.l.m e la loro età va da un minimo di 10 anni a oltre 50. Quella di Mariotto è un’azienda in cui l’attenzione e la cura del territorio rappresentano la priorità, le lavorazioni abbracciano l’ideologia del biologico pur non essendo certificate. Ecco che oltre ai vitigni autoctoni ci sono i lieviti autoctoni, nessuna chimica in vigna, né additivi e poca solforosa nel vino, mentre l’energia elettrica è prodotta con pannelli fotovoltaici.

I VINI “CLAUDIO MARIOTTO” IN DEGUSTAZIONE – Quattro saranno le interpretazioni del Timorasso in degustazione: Derthona 2016, Pitasso 2016, Cavallina 2016 e Imbevibile 2016. Per quanto riguarda, invece, i Rossi degusteremo: Braghé 2016 (Freisa), Montemirano 2014 (Croatina) e Vho 2013 (Barbera).

Un bell’inizio per la stagione di FISAR Milano quello alla scoperta dei Colli Tortonesi che speriamo allieterà il rientro alla quotidianità dopo le vacanze estive, regalandoci l’occasione di approfondire o fare la conoscenza di uno dei grandi autoctoni italiani e di chi, con impegno e passione lo coltiva.

Valentina Ricca