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Sardegna: variazioni in bianco e nero!

Febbraio 8 @ 20:00 - 23:00

Un angolo di Sardegna

L’isola vanta una delle collezioni di vitigni autoctoni più vasta d’Italia. Nella valle del Tirso si coltiva un vitigno antico che l’isolamento ha contribuito a preservare e le cui prime testimonianze risalgono a circa 3000 anni fa: la Vernaccia di Oristano. Un’altra uva ancestrale, questa volta nera, che trova il suo posto in questi luoghi è la Nieddera, arrivata sull’isola probabilmente con le rotte mercantili fenicie intorno al VIII e il VII sec a.C.

Davide cresce nel verde dei vigneti e con il profumo intenso di uva e di mosto che in alcuni periodi dell’anno si respirano fuori e dentro casa. Poi la sua innata curiosità lo porta ad allontanarsi da casa per studiare e diventare ricercatore universitario presso la facoltà di agraria di Sassari.

L’orgoglio e la certezza di essere erede di una tradizione unica e antica lo spingono verso la decisione che cambierà la sua vita: Davide lascia l’incarico di ricercatore e percorre, in senso inverso, la via da cui era partito alcuni anni prima. In mente un solo obiettivo: tutelare il patrimonio della famiglia, in particolare la Vernaccia di Oristano, e promuovere la cultura contadina e storica che ne sta alla base.

La Vernaccia, primo vino sardo a cui è stata attribuita la DOC nel 1971 con un disciplinare che non ha mai subito modifiche, è diverso da tutti gli altri vini continentali, omonimi e non. La sua particolarità è dovuta sia all’unicità del vitigno, sia all’affinamento in botti scolme nelle quale si forma la flor, il film di lieviti capace di regolare i fenomeni di ossidazione.

Questo procedimento colloca la Vernaccia di Oristano nel panorama internazionale a fianco di vini come il Jerez, il Montilla-Moriles dell’Andalusia e il Vin Jaune del Jura.

“…un vino che deve crescere, deve camminare”
Davide Orro

La degustazione

Nella serata dedicata alla Sardegna andremo oltre le uve autoctone più conosciute.

Le nostre variazioni in bianco e nero presenteranno Vernaccia di Oristano e Nieddera.

Grazie alla presenza di un relatore d’eccezione e di rara preparazione, Davide Orro, desideriamo offrire ai nostri Associati e wine lover l’opportunità di approfondire  i segreti che si celano attorno alla “flor“.

Oltre alla Vernaccia (il “bianco”) andremo a scoprire anche un altro vitigno autoctono sardo: la Nieddera (“nero” in sardo)

E come di consueto il nostro approfondimento #unterritorioalmese completa la degustazione con una selezione di prodotti locali e artigianali.

La Vernaccia

In Sardegna, nella valle del Tirso si coltiva un vitigno antico che l’isolamento ha contribuito a preservare e le cui prime testimonianze risalgono a circa 3000 anni fa: la Vernaccia di Oristano. Sui terreni alluvionali della piana del Tirso, il fiume che attraversa questa parte occidentale di Sardegna, sono rimasti ormai meno di 400 ettari vitati: perché la Vernaccia non segue la modernità, le regole del mercato o quelle del gusto.
I Nuragici, un popolo molto attivo negli scambi commerciali con tutto il Mediterraneo, la scelsero tra le specie di vite selvatiche e la “domesticarono”. Oggi, in quegli stessi luoghi, 7 produttori portano avanti quell’antica tradizione, capace di dare vita ad un vino unico e straordinario, tra questi la Famiglia Orro.
La Vernaccia, primo vino sardo a cui è stata attribuita la DOC nel 1971 con un disciplinare che non ha mai subito modifiche, è diverso da tutti gli altri vini continentali, omonimi e non. La sua particolarità è dovuta sia all’unicità del vitigno, sia all’affinamento in botti scolme nelle quale si forma la flor, il film di lieviti capace di regolare i fenomeni di ossidazione. Questo procedimento colloca la Vernaccia di Oristano nel panorama internazionale a fianco di vini come il Jerez, il Montilla-Moriles dell’Andalusia e il Vin Jaune del Jura.
Le migliori annate della Vernaccia di Oristano acquistano un bouquet complesso e singolare, particolarmente intenso, che in sardo è definito col termine murruau; al suo interno si possono individuare sentori eterei e di mirrato, di mandorle o nocciole tostate, di scorze d’arancia e di albicocche secche, di miele amaro, di spezie come la cannella e la vaniglia e nelle riserve più datate i profumi di funghi secchi, di muschio e di sottobosco.

L’azienda

“Famiglia Orro” è una piccola azienda a conduzione famigliare ubicata a Tramatza, piccolo borgo della Sardegna centro occidentale, nel cuore del mediterraneo. 20 ettari dui quai si coltivano unicamente varietà locali autoctone, come i vitigni (Vernaccia di Oristano e Nieddera), gli olivi e gli ortaggi tipici del territorio come, ad esempio, il carciofo spinoso sardo.

Davide Orro

Davide cresce immerso nel verde dei vigneti e nel profumo intenso di uva e di mosto che in alcuni periodi dell’anno si respirano fuori e dentro casa. Poi la sua innata curiosità lo porta a studiare e diventare ricercatore universitario presso la facoltà di agraria di Sassari. L’orgoglio e la certezza di essere erede di una tradizione unica e antica lo spingono verso la decisione che cambierà la sua vita: Davide lascia l’incarico di ricercatore e percorre, in senso inverso, la via da cui era partito alcuni anni prima. In mente un solo obiettivo: tutelare il patrimonio della famiglia, in particolare la Vernaccia di Oristano, e promuovere la cultura contadina e storica che ne sta alla base.
Nel 2006 vendemmia per la prima volta le sue uve di Vernaccia di Oristano e Nieddera e da allora si dedica completamente al suo progetto.

I vini in degustazione

– Spinarba Nieddera Rosso Valle del Tirso IGT 2016
– Don Aldo Neddera Rosso Valle del Tirso IGT 2014
– Tzinnigas Bianco Vernaccia IGT Valle del Tirso 2017
– Crannatza Vernaccia IGT Valle del Tirso 2012
– Vernaccia di Oristano DOC 2010
– Passentzia Passito IGT Isola dei Nuraghi 2014

Li proveremo con…

… vari abbinamenti per scoprire la versatilità della Vernaccia con e senza la flor!

– Creme Vegetali Famiglia Orro
– Orrolì olive sott’olio
– Mostacciolo di Oristano
– Filetto di muggine affumicato
– Pecorino Sardo Semistagionato
– Erborinato ovino sardo

Posti limitati

Prenotazione obbligatoria entro Giovedì 31 Gennaio 2019

PER PRENOTARE segui le indicazioni presenti al seguente LINK dove troverai ulteriori dettagli in merito all’organizzazione della degustazione, nonché le quote di partecipazione.
La Delegazione FISAR Milano si riserva la possibilità di apportare modifiche al programma.
Per qualsiasi informazione in merito alla degustazione ti invitiamo a scrivere a [email protected].
Per assicurarti la partecipazione e darci la possibilità di organizzare al meglio l’evento, ti chiediamo di prenotare entro e non oltre GIOVEDI’ 31 GENNAIO 2019. I posti sono limitati per la capienza della sala a disposizione e la disponibilità dei prodotti in degustazione.
Attenzione: la quota di acconto versata, potrà essere rimborsata (tramite un buono eventi con durata massima di un anno dalla data di emissione) solo nel caso in cui venga inviata espressa richiesta di annullamento via mail (all’indirizzo: [email protected]) almeno 72 ore prima dell’inizio dell’evento.

 

Luogo

Una Hotel Mediterraneo
Via Lodovico Muratori 14
Milano, Italia
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