Il mio tour dei vini di Francia inizia dall’Alsazia e la prima tappa del mio breve tour nella Francia orientale inizia da Colmar, capitale dei vini alsaziani, nel territorio dell’Alto Reno; città molto caratteristica, con vecchie abitazioni ricche di storia e tradizione. Certamente il quartiere più pittoresco e romantico è la “Piccola Venezia”. I vigneti, allevati a Guyot semplice o doppio, si estendono in lunghezza per circa 170 km, protetti dalle Montagne dei Vosgi; le viti crescono su terreni che vanno dal calcare e argille alla tipica ardesia. Il paesaggio è caratterizzato da ampie distese di vignobles ben ordinati, circondati da foreste e colline che si elevano fino ai 400 metri; ovunque molta vegetazione, intervallata da numerosi piccoli villaggi.

ALSAZIA

MAURICE SCHUELLER – GUEBERSCHWIHR – Il primo domaine visitato è Maurice Schueller Gueberschwihr. Mi accoglie il monsieur Marc e successivamente la moglie Catherine; insieme mi fanno notare come la Domaine Schueller sia una delle più antiche Caves del villaggio risalente al XV secolo (insiste per farmi fotografare l’antica porta e la scala elicoidale del 1600). La coppia, nonostante non parlino italiano e il mio francese sia molto approssimato, si rivela molto disponibile e simpatica. Inizio la degustazione con il CREMANT D’ALSACE BRUT 2015, un’assemblaggio di Pinot Blanc, Auxerrois (una variante del Pinot Blanc) e Chardonnay; si presenta con un colore brillante dal perlage fine e persistente, un aroma di fiori e frutta bianca e un finale gradevolmente secco. Il BRUT ZERO 2013 (Chardonnay e Pinot Blanc principalmente) è molto gradevole, buona freschezza con perlage fine e continuo; l’etichetta della bottiglia riporta il nome di Marc Schueller.

Il RIESLING Gran Cru Goldert 2016 (uno dei 51 Gran Cru dell’Alsazia) rimanda subito a una buona mineralità, profumi di pera, pompelmo e note di pietra focaia; assaggiato anche il RIESLING 2016 Vieilles Vignes Medaille d’Or Colmar. Il GEWURZTRAMINER Vieilles Vignes 2016 (età delle vigne di 68 anni) mi colpisce per il giallo dorato alla vista e un naso intensamente  fruttato e speziato, ma soprattutto per la dolcezza in bocca (con circa 40 g/l di residuo zuccherino), da abbinare con tipici formaggi della zona dagli aromi decisi, cucina esotica, foie gras. Assaggio anche un GEWURZTRAMINER 2014  Grand Cru Golbert Selection de Grains Noble , ricco di profumi e aromi di miele e frutta matura (sopratutto note di confettura, grazie al risultato dello sviluppo della muffa nobile – Botrytis Cinerea – che il simpatico vigneron Marc mi fa vedere su una fotografia appesa al muro).

CLAUDE HUMBRECHT 1619 – GUEBERSCHWIHR – Proseguo con la visita da Claude Humbrecht. Il pomeriggio di metà agosto è caratterizzato da un caldo afoso e soffocante; per fortuna la cantina di Humbrecht per la degustazione, si trova scendendo qualche gradino al di sotto dalla casa privata. Vengo accolto dalla signora che mi presenta il marito Claude e il figlio Maxime, che mi fa visitare velocemente la piccola cantina (certificata Bio). Nella sala degustazione , di piccole dimensione con un unico tavolo da 6 posti, degusto il CREMANT D’ALSACE BRUT BIO (mi spiega che la maturazione sui lieviti va dai 12 mesi ai 24 mesi , a seconda della gamma di Cremant, Origine e Elegance): secco, gradevole, leggermente fruttato, buona acidità, con una leggera nota di prodotti da forno.

Della gamma Côté Terre assaggio il RIESLING 2015 BIO che si presenta potente con una grande ricchezza aromatica, tipiche note floreali e minerali, e un finale agrumato e pseudo calorico dato da un titolo alcolimetrico volumico di 14. Il PINOT GRIS 2015 BIO è moderatamente acido, con sentori di frutta bianca e frutta esotica; in bocca leggermente abboccato. Nella gamma Origine il GEWURZTRAMINER 2016 BIO rivela la sua tipicità, con sentori potenti floreali (rosa) e speziati; anche lui decisamente abboccato (19,5 g/l di zucchero). Invece nella gamma Aurum Terrae il GEWURZTRAMINER GRAND CRU GOLBERT 2016 BIO con oltre 23 g/l di zucchero residuo si presenta come un vino più che amabile, scarsamente acido, da abbinamento con formaggi stagionati e dessert. Il MUSCAT 2017 BIO, nato dall’assemblaggio di Muscat d’Alsace e Muscat d’Ottonel, ha l’inconfondibile aroma fruttato delle uve aromatiche e una bocca pulita e leggermente agrumata. Degustati anche il SYLVANER 2016 BIO , al naso poco intenso e in bocca secco e agrumato, il GEWURZTRAMINER VENDANGES TARDIVES 2014 BIO, vino dolce, colore giallo intenso, morbido, aroma di frutta candita, caramello e litchi maturi, il PINOT NOIR BARRIQUE 2017 BIO, secco, note di frutta rossa e moderatamente boisè, leggermente tannico. Interessanti e originali le antiche botti di legno decorate con motivi in rilievo.

HUGEL – RIQUEWIHR – La degustazione in pieno centro di Riquewihr, graziosa e caratteristica cittadina, piena di vitalità. Degustato RIESLING Estate 2013 e Classic 2016, vini entrambi molto tipici con una nota citrina forse un po’ troppo accennata, acidità evidente soprattutto nel più giovane. Il GEWURZTRAMINER Estate 2014 ha sentori floreali e fruttati, tipicamente rosa e frutto della passione, leggermente abboccato e con un finale ammandorlato. Il signor Loic Fauré, responsabile del Domaine, mi mostra alcuni contenitori contenenti rocce calcaree provenienti dai terreni dei vigneti, in particolar modo interessanti le moltitudini di resti fossili di conchiglie marine.

BAUMANN-ZIRGEL – MITTELWIHR – Arrivo in tarda mattinata; prima della degustazione una rapida visita della cantina, tipicamente familiare (dal 2016 la Domaine è convertita al Biologico). I CREMANT (diverse tipologie, BRUT, ROSE’, BLANC DE BLANC) a base di Chardonnay, Pinot Blanc, Auxerrois e Pinot Noir, sono freschi, vivacemente delicati, con sfumature di leggera tostatura. Degustati diversi GEWURZTRAMINER,  due Grand Crus (Sporen 2015 e Mandelberg 2014), caratterizzati da grande potenza, aromi di frutta esotica , floreali e speziati, in grado di dare il meglio di sé dopo qualche anno. Sorprendente il GEWURZTRAMINER STUMPFASSE 2016 BIO dove sono ben evidenti le note di litchie, mango, rosa , ben equilibrato e persistente (Médaille d’Argent Vignerons Indépendants 2018). Il GEWURZTRAMINER VIEILLE VIGNE 2016 è naturalmente intenso e potente, complesso e rotondo (il signor Benjamin mi racconta che le vigne hanno oltre 60 anni). Il GEWURZTRAMINER VENDANGES TARDIVES 2009 è un’esplosione di frutta matura e candita, insieme a note di rosa e violetta, molto abboccato per via dei 47 g/l di residuo zuccherino. Ritrovo la tipicità del terroir negli altri due Crus (Schlossberg e Schoenenbourg, uno dei più pregiati) dei RIESLING , secchi, ricchi di mineralità e sapidità, prodotti con vigne di circa 90 anni. Degustato anche il PINOT NOIR Piece de chene 2016 , dal colore rosso rubino , da un naso caratterizzato da note di frutta rossa (mirtillo, ciliegia) e tannini moderatamente vellutati.

DOMAINE JEAN SIPP – RIBEAUVILLE – Non molto lontano da Mittelwihr si trova Ribeauville, una cittadina molto pittoresca, tipicamente alsaziana, colorata e animata da turisti , ricca di negozi di souvenir e ristoranti. La Domaine si trova in pieno centro, all’interno di una casa signorile del 1600, una splendida location e una sala degustazione accogliente ed elegante dove vengo ricevuto da Madame Sipp. Degusto molte tipologie di vini (hanno una vasta scelta ed è impossibile assaggiare tutto), servito da Aurore, molto professionale e disponibile. Per il RIESLING VIEILLES VIGNES 2014 le uve rimangono 18 mesi sulle fecce nobili, e si presenta in tutta la sua tipicità, con note di frutta bianca, minerale e un agrumato al palato, ideale per abbinamento con piatti di pesci e crostacei. Il GEWURZTRAMINER  CUVÉE PARTICULIÈRE 2016 è un vino dal colore giallo dorato, naso intenso con aromi di  spezie, fiori e frutta esotica matura. Il PINOT GRIS RESERVE 2015 ha note di frutta matura e un sottofondo di affumicatura, in bocca morbido e moderatamente acido. Il PINOT GRIS OPTIMUS 2015 è molto interessante questo vino, affinato in barrique, dal colore giallo dorato, all’olfatto note di frutta, tostatura, vaniglia e un finale potente e persistente (gradazione alcolica di 15°). Il CREMANT D’ALSAZIA BLANC DE NOIR BRUT 2016 100% Pinot Nero, ha un colore paglierino brillante, perlage elegante, leggermente minerale, all’olfatto fine con note di fiori e frutti rossi. Il mio giudizio globale per i vini degustati è certamente positivo, con punte di eccellenza e raffinatezza, forse la migliore, insieme a Baumann-Zirgel, visitata fino a questo momento.

HENRI MARTISCHANG – PFAFFENHEIM – Arrivo in questa Cantina in orario di pranzo, ma la scritta “ouvert” mi fa ben sperare.   In realtà vengo ricevuto da una signora anziana (probabilmente la moglie del proprietario, al momento assente).     Vista la situazione , il momento non proprio adeguato e la difficoltà nell’intendersi, decido di assaggiare soltanto i CREMANT, CUVÈE SAINT-VINCENT  , fresco, fruttato, con tipiche note di prodotti da forno  e il ROSE’, con leggere sfumature di frutta rossa, buona sapidità e acidità; entrambi gradevoli che decido di acquistare (forse più per un senso di colpa per aver interrotto il pranzo della signora!).

SIPP MACK – HUNAWIHR – Mi accoglie in Cantina (certificata Bio) il signor Jacques Sipp che gentilmente, senza neppure chiedermi nulla, mi mette di fronte cinque diverse annate di RIESLING GRAND CRU ROSACKER (dal 2013 al 2017) e GEWURZTRAMINER Tradition e Vieilles Vignes; tutti prodotti molto interessanti e tipici, certamente delle verticali impegnative. Il terroir del Grand Cru Rosacker, intorno al villaggio di Hunawihr (il cosidetto “paese delle cicogne”), grazie a un sottosuolo argillo-calcareo, è tipicamente riservato all’allevamento del Gewurztraminer  e soprattutto del Riesling, consentendo di ottenere vini tipicamente minerali, aromaticamente speziati, che tendono ad arrotondarsi con l’invecchiamento.        L’ultima annata di Gewurztraminer 2016 degustata mi colpisce per la sua aromaticità e intensità  (una curiosità: non avendola al momento ancora etichettata, me ne fa omaggio di tre bottiglie “anonime”). Molto interessante anche il MUSCAT 2016  (70% Muscat d’Alsace – 30% Muscat Ottonel), tipicamente aromatico, secco, persistente e il CREMANT D’ALSACE ROSE’ BRUT millesimé  2013 (degorgé 2/2017), ottenuto da una selezione di Pinot Noir provenienti da differenti parcelle (parcelle), con una maturazione sui lieviti di almeno 24  mesi.

CHAMPAGNE

Ed eccomi arrivato in Champagne. Pernotto a Bezannes, un nuovo quartiere moderno in periferia di Reims; a pochissimi chilometri il paesaggio cambia e ci si ritrova in mezzo a splendidi vigneti che sembrano segnare i confini tra i diversi Villages dalle case basse.    Ovunque si percepisce la tradizione, la storia, la cultura, la passione di un intero territorio e della sua gente che produce Champagne da sempre; campi sconfinati coltivati a vite e non solo, in cui si intravede il suolo biancastro e luminoso. A parte la splendida Reims, non si può non visitare Verzenay con il caratteristico mulino di proprietà della Maison Mumm e il suggestivo Faro, Epernay , sede di molte blasonate Cantine (e la storica statua dell’abbate Dom Pierre Perignon), Hautvillers  con l’antica Abbazia e la tomba del cellerier de l’Abbaye , Ay località di Grand Cru 100% e poi Passy Grigny, Sezanne, Rilly la Montagne, Mareuil sur Ay.    Sicuramente i miei soli tre giorni di sosta in questo territorio sono nulla in confronto a tutto quello che ci sarebbe da ammirare e scoprire.

PASCAL MAZET – CHIGNY LES ROSES – La bellezza del paesaggio dei vigneti è impressionante; siamo nel mezzo del Parco Naturale Regionale della Montagna di Reims e colpiscono immediatamente gli infiniti filari, stretti, ordinati, disposti su morbide colline che arrivano non oltre i 300 metri s.l.m. L’altezza delle viti è di circa 50-60 cm., davvero bassa, per permettere ai pochi grappoli per ceppo di ricevere il giusto apporto di calore immagazzinato dal chiaro terreno calcareo-marnoso-gessoso. Trovo nei dintorni di Chigny Les Roses cumuli di gesso, estratto dal sottosuolo; è proprio questo minerale che, grazie alla sua grande porosità, rappresenta un vero e proprio serbatoio d’acqua, assicurando alla pianta un apporto idrico sufficiente anche nelle estati più siccitose.

Arrivo alla Cantina Pascal Mazet in mattinata e mi accoglie il titolare insieme alla moglie; capisco subito che si tratta di un personaggio molto stravagante e originale, con un vistoso baffo “rinascimentale” e un sorriso compiaciuto e simpatico.    Mi mostra subito il suo personale museo di vecchie automobili Citroen e un vecchio trattore Fiat; poi nel garage di casa, apre una botola in legno che porta nel cuore della cave (confesso che la prima impressione è di sconcerto e stupore per l’intenso odore di muffa , di terra e di champignon; la mente mi riporta alla mia infanzia nella casa del nonno paterno nella campagna calabrese).     Mi racconta che la vecchia cantina è una specie di bunker scavato dal nonno nella prima guerra mondiale.    Mi indica le numerose bottiglie accatastate per terra; ne prende una e, con l’aiuto di una lampada, mi fa vedere i lieviti depositati sulle pareti interne.

In casa iniziamo a degustare il suo Champagne.     Non posso non notare un piatto pieno di pezzi di gesso, di rocce varie , di fossili, specie conchiglie (gusci di piccole ostriche preistoriche) e una grossa formazione cristallina dal colore ambrato: mi spiega si tratta di sali dell’acido tartarico che si stratificano sulle pareti interne delle botti, dopo molti anni di utilizzo.

Lo CHAMPAGNE  PREMIER CRU  EMPREINTE (42% Pinot Meunier – 28% Pinot Noir –  30% Chardonnay) è marcatamente fruttato, floreale e sottile nota di miele; bocca asciutta e fresca. LoCHAMPAGNE  PREMIER CRU  BRUT NATURE (45% Pinot Meunier – 25% Pinot Noir – 30% Chardonnay) è parzialmente invecchiato in botti di rovere, presenta note fruttate (mela, ananas), buona mineralità e acidità con un finale leggermente ammandorlato. Degustato anche il ROSE’ CUVÉE DÉSIRÉE (prevalentemente a base di Meunier), interessante, buoni aromi fruttati ed equilibrato in bocca; il BRUT CUVÉE ORIGINEL (blend con i classici vitigni più una piccola aggiunta di Pinot Blanc) dai profumi di frutta bianca , fiori (acacia) e mandorla; CUVÉE UNIQUE BIO, piacevolmente fruttato e floreale, pulito, buona persistenza.

DIOGENE TISSIER – CHAVOT COURCOURT – A due passi da Epernay, nella Vallée de la Marne, trovo la Maison Tissier, dove vengo ricevuto dalla nipote del fondatore Diogene. Sono fortunato e durante il breve giro in un locale vicino assisto alle ultime operazioni di degorgement a la glace  , addition de liqueur   e immediato bouchage  (che immortalo prontamente con un video).     Per il resto la cantina è abbastanza piccola, con qualche barrique  e una gabbia giropallet.

Lo CHAMPAGNE BRUT – CUVÉE DE RESERVE (60% Chardonnay, 25% Pinot Meunier e 15% Pinot Noir) ha un colore brillante leggermente dorato , all’olfatto aromi floreali e di agrumi e un palato rotondo e fresco. Lo CHAMPAGNE BRUT – CARTE NOIRE (60% di Pinot Meunier, 30% di Chardonnay e 10% di Pinot Nero) si presenta molto gradevole, con un naso fine, sentori di frutta rossa e nocciola, equilibrato e persistente. Lo CHAMPAGNE CARTE BLANCHE BRUT (50 % Chardonnay, 30 % Pinot Noir e 20 % Pinot Meunier) è piacevolmente fruttato (mela, pompelmo), elegante, con buona freschezza.

BORGOGNA – CHABLIS

Raggiungo infine la Borgogna. Anche il territorio più a nord-ovest della Borgogna si presenta in tutta la sua bellezza; grandi spazi, pianure coltivate, colline morbide e piccoli villaggi per lo più deserti (visto il periodo estivo).     A soli 40 km dalla Cote des Bar troviamo il regno dello Chardonnay con capitale Chablis, bellissima città, circondata dai vigneti dei 7 Grand Cru e dei 40 Premier Cru.    In un certo senso esiste una sorta di continuità con il territorio dello Champagne più a nord, sia per la composizione del suolo chiaro, sia per il clima (anche qui, in inverno quando fa molto freddo, vengono accesi bracieri tra i filari), sia per le viti fitte e basse.

DOMAINE OUDIN – CHICHÉE – Mi riceve la figlia Nathalie insieme alla madre; in un locale predisposto, all’interno della villetta privata, iniziamo una degustazione di Chablis. LES SERRES CHABLIS 2015 (prodotto da una selezioni di uve allevate a doppio Guyot di differenti parcelle); mi colpisce il colore giallo paglierino scarico, al naso note agrumate, leggermente vegetali, salamoia e al palato una buona mineralità e freschezza. CHABLIS PREMIER CRU VAUGIRAT 2017 (età delle viti 70 anni); più intenso negli aromi, frutta bianca e agrumi , floreale, sapido in bocca e piacevolmente acido per la giovane età, destinato a un lungo invecchiamento. CHABLIS PREMIER CRU VAUCOUPINS 2017 ; questo secondo climat , grazie all’età delle vigne , a una differente esposizione (a sud) e a un lungo affinamento sulle fecce fini , porta a ottenere un vino decisamente potente, intenso, leggermente fruttato e più minerale del precedente .

REGNARD – CHABLIS – Accogliente sala di degustazione nel centro di Chablis; inizio con CHABLIS GRAND REGNARD 2017 , dal colore molto scarico, si percepisce la nota fruttata di pesca bianca, in bocca una buona mineralità e acidità. Continuo con CHABLIS SAINT PIERRE 2016  che si caratterizza per una  vena minerale, un bouquet di frutta esotica e un finale che presenta piacevoli note di brioches; di media intensità e struttura, con una bella freschezza ed eleganza.     Lo CHABLIS MILLESIME DE RESERVE 2014, è piacevole, delicato, con note di fiori d’acacia e miele, in bocca aromi agrumati, caldo, morbido, leggermente sapido e sufficientemente persistente.

DOMAINE DE CHAUD ECUELLE – CHEMILLY SUR SEREIN – Vengo consigliato a visitare questa cantina dalla proprietaria dell’Auberge du Moulin de Sainte Vertu (dove ho soggiornato a pochi minuti da Chablis).

PETIT CHABLIS 2017 ; vino giovane, piacevolmente fresco, agrumato, leggermente floreale. CHABLIS 2016; colore giallo paglierino, con le tipiche note agrumate e minerali; in bocca è fresco ed equilibrato. CHABLIS PREMIER CRU MONTMAINS 2015; questo cru (età delle viti 25 anni) all’olfatto è sia minerale che floreale (acacia), in bocca sensazioni agrumate con un retrogusto ampio e persistente. CHABLIS PREMIER CRU VAILLONS  2014; da vigneti di circa 60 anni, il colore è giallo paglierino molto scarico , naso floreale, bocca ben bilanciata,  sapori fruttati che si confondono con quelli floreali.

BORGOGNA – MACONNAIS

A oltre 200 km da Chablis, nel cuore della Borgogna,  si entra nel territorio del Maconnais, famoso soprattutto per un vino, dal nome dell’omonimo villaggio, Pouilly-Fuissè.

DOMAINE NADINE FERRAND – CHARNAY LÈS MÂCON – Ho preso appuntamento settimane prima con la signora Nadine che mi riceve venendomi incontro con un sorriso.   Ammiro subito l’area spaziosa della Domaine deputata alla degustazione che mi colpisce per eleganza e stile moderno con bacheche in vetro per bicchieri e accessori vari; da una vetrata si intravedono i vigneti di Chardonnay a pochi metri e da una porta si accede alla barricaia.    Al suo interno spiccano oltre alle botti ben ordinate due grosse ammoniti fossili (che daranno il nome a un vino).   La signora mi spiega che il terreno è prettamente argilloso-calcareo di origine giurassica che dona eleganza e finezza ai vini prodotti e i suoi vigneti allevati a Guyot hanno mediamente tra i 15 e i 60 anni.

Il CREMANT DE BOURGOGNE è un blanc de blanc dal carattere raffinato , dal profumo floreale con un bellissimo color brillante e un perlage molto fine. Il MACON BLANC 2016 (sempre ovviamente 100% Chardonnay) è un vino secco e facile da bere, fruttato e floreale, leggermente minerale, con una buona longevità. Il POUILLY FUISSE CUVÉE ECLAT D’AMMONITE 2015 è affinato per 11 mesi sulle fecce fini, buona eleganza, sapidità e ben equilibrato, con un invecchiamento potenziale fino a 10 anni. Il POUILLY  FUISSE  CUVÉE  “LISE MARIE” (dedicato alla figlia di Nadine) è simile al precedente, ma ottenuto da uve provenienti da un terroir differente (suolo più argilloso che calcareo), quindi con un corpo maggiore, buona acidità e longevità. Il POUILLY  FUISSE  CLIMAT “POULLY” 2016, medaglia d’oro al Concorso Vignerons Independants e medaglia d’argento al concorso Chardonnay du Monde; è sicuramente il migliore degustato, un perfetto dosaggio di affinamento in barrique (11 mesi) che conferisce una piacevole nota boisè.     Degustati anche il MACON “LES ROCHES” e POUILLY  FUISSE  CUVÉE PRESTIGE che non hanno fatto che confermare il mio giudizio più che soddisfacente e positivo per gli ottimi prodotti di questa Maison.

DOMAINE FICHET – IGE – Trovo questa maison quasi per caso; sono ormai sulla strada per casa, a pochissimi chilometri dalla Regione Rhone-Alpes.     Purtroppo si è fatto tardi e il tempo minaccia pioggia; mi fermo solo per degustare del Pinot Noir , pur sapendo che il suo territorio di maggior prestigio è la Cote d’Or, ma i giorni sono volati e ho dovuto fare delle scelte quasi obbligate). Assaggio due tipologie:  BOURGOGNE PINOT NOIR CLIMAT “LE VIGNOT” 2016 , colore rubino chiaro, naso ancora giovane e fresco con note speziate e frutti rossi (ciliegie e more); buona acidità e tannino deciso. BOURGOGNE PINOT NOIR CUVÉE PRESTIGE “LA FRAISIÈRE” 2015, vino più femminile dal profumo intenso e fruttato (da qui il nome del vino, fragola) e un gusto che va dalle note di cuoio e liquirizia, asciutto e persistente.

Si conclude qui il mio viaggio enoico alla scoperta dei miglior vini della Francia Orientale, una destinazione ideale per gli amanti del vino o per coloro che desiderano scoprirlo. Dai grand crus di fama internazionale ai vini locali meno conosciuti, ogni regione della Francia ha i suoi vigneti e le sue particolarità da scoprire e io spero di poterci tornare al più presto.

Fabio Volpentesta

(Photo Credits: Fabio Volpentesta)