Ogni occasione è buona per festeggiare, soprattutto quando si tratta di vino e di ricorrenze importanti. Così il prossimo 29 Novembre FISAR Milano renderà omaggio ai 50 anni della DOC Valpolicella, una tra le più famose in Italia per i pregiati vini rossi tra cui non si può non citare l’Amarone. In esclusiva per i suoi associati la delegazione ha organizzato una serata presentata dall’enologo Flavio Flaccaroli dell’azienda Fla Tio che ci racconterà il territorio di questa magnifica zona vinicola mentre i sommelier ci condurranno nella degustazione dei vini di 8 diverse cantine e tipologie.

La Valpolicella fa vino d’una grazia particolare” così pare dicesse già nel Settecento Scipione Maffei, scrittore e studioso dell’epoca.

La Valpolicella si trova a nord di Verona nella fascia collinare ai piedi delle Alpi, a ovest è affiancata dal lago di Garda mentre a est e nord gode della protezione dei Monti Lessini. Un territorio morfologicamente unico e variegato dove si alternano vigneti, uliveti e ciliegi. La DOC, nata nel 1968, comprende circa 19 comuni che si diramano dalle colline centrali e può essere suddivisa in tre zone: Classica, situata a nord-ovest comprende i 5 comuni storici che per primi hanno dato vita alla denominazione, Pedemonte, San Pietro in Cariano, Sant’Ambrogio, Gargagnago e Negrar; Valpantena, proprio a nord di Verona; Valpantena Est o allargata, è la zona dove la DOC ha visto la sua ultima espansione.

La leggenda narra che il nome Valpolicella derivi da Polys e Cellea, ovvero la “valle dalle molte cantine”. Sicuramente la zona ha un legame antico con due dei vini qua più famosi, il Recioto e l’Amarone; il primo è probabilmente il discendente del famoso Retico noto dai tempi dei romani, anche se si narra che sia l’Acinatico il vero predecessore dei due vini che oggi conosciamo.

Si potrebbe pensare il contrario ma l’Amarone, che fa parte della famiglia dei “passiti secchi”, è stato un’evoluzione del dolce Recioto che, lasciato nelle cantine, subiva il mutamento delle stagioni con l’aumento delle temperature che facevano ripartire la fermentazione trasformandolo in un vino secco e quindi “amaro” secondo i gusti dell’epoca (da qui forse la dicitura “amarone”). Nonostante ciò il vino ottenuto venne presto apprezzato e non si poté fare a meno, dai primi del Novecento, di iniziare a imbottigliarlo e venderlo ai primi apprezzatori.

La DOC Valpolicella abbraccia quindi quelle che dal 2010 sono le due DOCG: Amarone e Recioto, poi le Doc Valpolicella Classico e Valpantena, e Valpolicella Ripasso.

I vitigni autoctoni ammessi per la produzione sono la Corvina che conferisce i tipici aromi di ciliegia e finale ammandorlato al vino; Corvinone, di difficile coltivazione e più indicato per l’appassimento; la Rondinella, un vitigno molto adattabile, dona vini meno intensi, più tannici e asciutti. Queste uve possono essere accompagnate da altre tipiche come l’Oseleta, la Molinara e altre ammesse dal disciplinare di produzione.

Di seguito vi presentiamo brevemente le cantine e i vini (serviti in formato magnum) che allieteranno la nostra serata di degustazione:

Roberto Mazzi e Figli, Valpolicella Classico Superiore DOC Poiega 2013 (65% Corvina, 5% di Corvinone, 25% Rondinella e  il restante Molinara) – Sui sette ettari che si estendono lungo le colline di Negrar Roberto Mazzi imbottiglia i suoi vini dal 1958, portando avanti una tradizione famigliare di lunga data oggi perpetrata dai figli Stefano e Antonio. Il vino arriva dal cru Poiega e affina in barriques di secondo passaggio per 18 mesi per presentarsi rosso rubino intenso alla vista, dai sentori di ciliegia e prugna, è pieno, equilibrato e dalla lunga persistenza. Perfetto in abbinamento con arrosti di selvaggina e formaggi di media stagionatura.

Secondo Marco, Valpolicella Ripasso DOC 2012 (60% Corvina, 25% Corvinone, 10% Rondinella e 5% altre uve ammesse dal disciplinare) – L’azienda si trova al centro della Valpolicella classica dove Benedetto e Marco Speri portano avanti il lavoro e la tradizione insegnati dal padre. Fumana è una zona fortunata mitigata dai venti freschi e con terreni ricchi di sali minerali. Verso settembre avviene il “ripasso” che rende questo vino unico, ovvero 10 giorni di macerazione sulle bucce delle uve utilizzate per l’Amarone. La maturazione dura per 12 mesi in botti da 50 hl e 70 hl con i consueti 6 mesi di affinamento in bottiglia.

Paolo Cottini, Valpolicella Ripasso DOC 2012 (60% Corvina, 30% Corvinone, 10% Rondinella) – Paolo e Sara gestiscono questa nuova realtà, riprendendo una tradizione famigliare tramandata con conoscenza e amore. A Castelrotto, nella Valpolicella Classica, i loro vigneti sono divisi tra due zone con altitudini che variano dai 250 metri ai 580 donando peculiarità diverse ai loro vini. Il Valpolicella matura 18 mesi in barriques e 12 in botti da 300 hl per donarci un vino maturo e rotondo, tradizionale e allo stesso tempo innovativo, un tripudio se abbinato alle carni rosse.

Fla Tio, Amarone della Valpolicella Classico DOCG 2012 (60% Corvina, 25% Corvinone, 10% Rondinella e il restante da altri vitigni ammessi dal disciplinare) – La famiglia Fraccaroli (detti Matio) a San Pietro in Cariano produce vino dal 1946, ora i diciotto ettari nella Valpolicella classica sono gestiti dal figlio enologo Flavio. Il vino in degustazione matura per 12 mesi in botti da 25 hl e 24 mesi in barriques e tonneaux. Austero ed elegante nel calice è rosso rubino con riflessi granati, fruttato al naso come al palato dove compaiono sentori intensi di cioccolato, vaniglia e pepe.

Nicolis, Amarone della Valpolicella Classico DOCG 2010 (65% Corvina, 25% Rondinella, 10% Molinara) – Sempre a San Pietro in Cariano i due fratelli Giancarlo e Giuseppe portano avanti la preziosa eredità paterna occupandosi dei vigneti l’uno e della vinificazione l’altro. Dopo l’appassimento delle uve il mosto viene vinificato in inverno inoltrato facendo maturare il vino parte in botti di rovere di Slavonia e parte in barriques per 30 mesi, con un affinamento in bottiglia di almeno 8 mesi. Al naso ammireremo il profumo delicato che ricorda i frutti della zona: ciliege, marasche e prugne. Al palato è asciutto, di buon corpo e sapido, dal finale amarognolo risulta comunque equilibrato. Particolare è la nota di zenzero che si trova nei loro vini. L’abbinamento consueto è con piatti di selvaggina o formaggi stagionati ma per coglierne a pieno ogni sfumatura si consiglia di sorseggiarlo da solo.

Dal Forno Romano, Amarone della Valpolicella DOCG 2008 (60% Corvina, 20% Rondinella, 10% Croatina, 10% Oseleta) – L’azienda nasce nel 1983 nella Val d’Illasi grazie all’intuizione e alle capacità di Romano il capostipite che ora è affiancato nella gestione dai tre figli maschi e della moglie Loretta. I loro pregiati Amaroni nascono tutti da vigneti di almeno 10 anni. Dopo il consueto appassimento, a dicembre avviene la vinificazione e il vino matura 24 mesi in barriques dove diviene potente, vigoroso ed elegante. Nel calice un tripudio di aromi che vanno dai frutti di amarena e mirtilli, vaniglia e cioccolato, tartufo, tabacco e cuoio. Classico l’abbinamento con piatti di selvaggina, “da meditazione” per apprezzarne la complessità.

Novaia, Recioto della Valpolicella Classico DOCG 2015 (Corvina, Corvinone e Rondinella da vigne di 40 anni) – Situata nella Valle di Marano per 10 ettari di cui 7 sono destinati ai vigneti che sorgono tra i 250 e i 300 metri circondati da ciliegi e ulivi, l’azienda è biologica dal 2014 con un particolare occhio di riguardo verso il recupero dei vitigni autoctoni della zona. Dal vigneto “Novaje” nasce il Recioto che avremo in degustazione. Le uve fanno la tradizionale surmaturazione in fruttaio per 120 giorni, a cui seguono 10 giorni di macerazione pre-fermentativa a freddo per passare alla fermentazione vera e propria con maturazione per 12 mesi in botti e 6 mesi di riposo in bottiglia. Nel calice è rosso granato carico, sprigiona sentori di frutta rossa al naso, sottobosco, spezie, caffè e cioccolato amaro. Ha una buona struttura: in bocca è caldo, vellutato, intenso e dalla lunga persistenza.

Villa Crine, Recioto della Valpolicella Docg 2015 (60% Corvina, 30% Rondinella, 10% Molinara) – A Pedemonte in una villa del Settecento, Giovanni Battista fonda Villa Crina e la porta avanti supportato dai due figli. Gli appezzamenti sono sparsi in diverse zone e per esaltare la peculiarità di ognuno le uve dei vigneti più importanti vengono vinificate separatamente. Dalle vigne situate nelle colline tra i 200 e i 300 m slm prende vita il vino in degustazione. Per l’appassimento le uve sono riposte in fruttaio su graticci per poi passare alla pigiatura e fermentazione tra gennaio e febbraio. Affina in acciaio e poi 6 mesi in bottiglia, adagiato in celle di tufo. In degustazione ammireremo i profumi di melograno, ribes nero, lampone e viola, il palato dolce e setoso, fresco ed elegante. Da gustare con mousse di cioccolato bianco e lamponi e pasticceria casalinga al cioccolato.

Una serata imperdibile soprattutto perché il ricavato della serata verrà devoluto in beneficenza per contribuire a sanare i danni causati dalle recenti alluvioni. Per chi è riuscito a prenotare i pochi posti disponibili ci vediamo all’Andreola Hotel, in Via Scarlatti 29 a Milano: i Sommelier FISAR Milano vi aspettano per degustare insieme gli 8 vini Valpolicella in formato Magnum!

Valentina Ricca