Il 7 Dicembre Fisar Milano si mette in viaggio per uno straordinario weekend lungo la Strada Del Vino dell’Alto Adige, per arrivare sino ai noti mercatini di Natale di Merano. Del resto, l’atmosfera natalizia è già qui, ed ispira paesaggi montani, vigneti innevati e piccoli paesini pieni di luci. La Strada del Vino dell’Alto Adige, poi, è una delle più antiche e meravigliose d’Italia: si snoda, attraverso 16 deliziosi borghi, dal comune di Salorno, dove gli alberi di mele si mischiano alle vigne, tra paesaggi da fiaba che la bordano tranquilli, sfilando con il loro quieto charme dinnanzi agli occhi increduli dei visitatori, sino a Nalles, dopo Bolzano. Parallelo a lei, scorre l’Adige, un graffio grigio-blu lungo le valli solatie. Il ritrovamento di cesoie da vite e mestoli da botte del V secolo a.C. testimonia che la cultura enologica è ivi presente sin dall’antichità, con grande importanza e lungimiranza, tanto che i Romani, di passaggio in quei luoghi, videro con stupore che i Reti, la popolazione locale, solevano già conservare il vino in botti di legno, mentre essi erano ancora all’anfora d’argilla ed agli otri di cuoio. Per coprire il fabbisogno di vino, a partire dal XVIII secolo, diversi monasteri bavaresi e svevi acquistarono tenute viticole in Alto Adige.

Nel XIII secolo il “Potzner” ed il “Traminer” furono i primi due vini locali che presero il nome dalla loro origine geografica (Bolzano e Termeno), e già allora il vino locale era molto apprezzato, come dimostra un affresco della cattedrale di Bressanone. Durante il regno Austro-Ungarico si cominciò a piantare qualche vitigno d’Oltralpe, come Riesling, Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero, che oggi raggiungono qui vette di eccellenza, senza dimenticare il gran numero di vitigni autoctoni come ad esempio Lagrein e Schiava, che danno vita ad espressioni ogni volta uniche e distintive: la viticoltura si pratica dai 200 ai 1000 metri di quota, quindi i vignaioli hanno a disposizione una grande varietà di condizioni climatiche e terreni diversi, compreso qualche “cru” incredibilmente vocato per la coltivazione di un particolare vitigno, come lo è, ad esempio, il cru “Mazzon”, ad Egna-Ora, per il Pinot Nero. Oggi, su questo prestigioso terreno si producono i migliori Pinot Neri della nostra penisola, molto fini, assolutamente riconoscibili: 45 ettari suddivisi nelle parcelle di una manciata di produttori, tra cui Carlotto, Franz Haas, Gottardi, Hofstatter, Girlan, che coltivano la vite tra i 300 ed i 450 m/slm, un po’ come accade ai migliori vigneti della Cote de Nuits, cui quest’area è spesso paragonata.

Il nostro personale percorso prevede una sosta in molte note “Kellerei” della Weinstrasse, tra cui Pfitscher, Sanct Michael Eppan, Girlan, Dornach, Tramin, Carlotto, senza scordare, a Mezzocorona, Cantina De Vescovi e Ulzbach, prima di giungere ai Mercatini, dove lo spirito natalizio che ogni anno, nonostante la nostra vita scorra sempre più veloce, ci riempie i cuori, potrà trovar libero sfogo, nella conca fiabesca di Merano, circondata e protetta dalle vette innevate e piene di luci: non c’è modo migliore per iniziare il Natale…

Anna Ostrovskyj