Uno stile birraio tutto italiano nato dall’unione e dalla combinazione di mosto di birra e uva, in cui il carattere degli acini si incontra con quello del luppolo. Sono, le Birre IGA, le Italian Grape Ale che presentano al loro interno una percentuale di uva, mosto o mosto cotto (Sapa). Si tratta di birre di confine, che indagano il limite tra il mondo dei malti e dei luppoli e quello del vino, frutto di una ricerca italiana, paese dall’antica vocazione vinicola che però, negli ultimi tempi, anche a livello brassicolo sta manifestando un significativo sviluppo.

PRIMO STILE ITALIANO – Se è vero che l’Italia è riconosciuta a livello internazionale – con buona pace dei cugini transalpini – la capitale gastronomica mondiale, vantando in quasi tutti i campi dell’enogastronomia un panorama unico e variegato, nel campo della Birra non può certo ostentare una rilevante tradizione birraia. Eppure, negli ultimi anni qualcosa sta cambiando. Nel corso dell’ultimo decennio, infatti, i nostri birrai sono riusciti a imporsi a livello internazionale con ottime interpretazioni dello stile IGA, convincendo gli appassionati di tutto il mondo che l’idea di creare un anello di congiunzione tra birra e vino non era poi così singolare e folle. E così, l’Italia, pur non essendo l’unica nazione al mondo produttrice di questa espressione birraia, è stata internazionalmente riconosciuta come punto di riferimento per la tipologia IGA, anche grazie ai risultati ottenuti dai suoi mastri birrari. Quello delle IGA è per il momento, il primo e unico stile “Made in Italy” riconosciuto dalla comunità birraria internazionale, anello mancante fra birra e vino.

CERTIFICAZIONE DELLA IGA – Dal 2015 il B.J.C.P. (Beer Judge Certification Program) – organizzazione statunitense che promuove le diversità degli stili birrari mondiali e forma giudici per competizioni internazionali – ha, infatti, riconosciuto nella sua guida (la più autorevole del settore), le Italian Grape Ale, come il primo stile di birre italiane.

BEER JUDGE CERTIFICAZION PROGRAM (BJCP) – Il Beer Judge Certification Program (BJCP) è una organizzazione nata negli Stati Uniti nel 1985 con l’obiettivo di promuovere la diversità degli stili birrari, catalogarli e formare giudici-degustatori che potessero essere impiegati nelle competizioni birrarie. Attività fondamentale del BJCP è redigere la guida agli stili birrari che racchiude e cataloga gli stili birrari prodotti in tutto il mondo. Non si tratta dell’unica guida agli stili, ma è sicuramente la più riconosciuta a livello globale. Già da qualche anno il BJCP ha travalicato i confini statunitensi ed è ampiamente diffusa in tutti i continenti. Italia compresa, dove grazie al Movimento Birrario Italiano (MoBI) ogni anno viene organizzato un esame che, se superato, conferisce la qualifica di giudice.

IL PIONIERE DELLE IGA – Il pioniere delle Italian Grape Ale in Italia, nonché padre putativo, è rappresentato da Nicola Perra, mastro birraio del Birrificio sardo Barley, nel Cagliaritano, che nel 2006 primo al mondo ebbe l’intuizione di utilizzare la sapa di Cannonau per creare la prima Italian Grape Ale ante litteram. La sua BB10 fu, infatti, la prima produzione italiana a tentare di realizzare un ponte il tra mondo della birra e quello del vino, impiegando il mosto cotto di Cannonau, vitigno autoctono sardo. Il successo fu tale che spinse Nicola a sperimentare altre ricette analoghe negli anni successivi impiegando uve di altri vitigni, sempre strettamente autoctoni, per una serie di birre firmate BB che divennero le capostipiti delle IGA: nel 2009 toccò alla BB Evò (sapa di Nasco), nel 2012 alla BB9 (sapa di Malvasia) e successivamente alla BB Boom (sapa di Vermentino), raggiungendo in tutti questi casi un eccellente livello qualitativo. La sua natura di sperimentatore lo ha portato più recentemente a nuove birre prodotte applicando una tecnica assolutamente inedita con l’utilizzo del mosto fiore concentrato a freddo, ispirata da vignaioli che producono vini bianchi da uve aromatiche. Oltre all’apripista Nicola Perra, due altri nomi vanno ricordati per aver contribuito a dare una spinta propulsiva al mondo delle birre IGA: Riccardo Franzosi di Montegioco e Valter Loverier di Loverbeer.

IL FUTURO DELLE IGA – Nel decennio successivo alla creazione della prima birra IGA nel 2006, numerosi birrifici si sono cimentati nella produzione di questo stile con risultati non sempre apprezzabili che, uniti al costo di produzione evidentemente più alto di altre birre, hanno creato diffidenza verso questo stile. Le interpretazioni dei birrai si sono rilevate ovviamente molto differenti l’una dalle altre: si va infatti dalle birre che giocano su freschezza e acidità, da aperitivo, fino a birre molto più complesse e strutturate, da meditazione. Quel che è certo è che ormai le Italian Grape Ale sono una realtà in evoluzione.

IL NOSTRO EVENTO – L’evento che abbiamo riservato a queste particolari Birre è fissato per Giovedì 24 alle ore 20.00 presso la sede di FISAR Milano (in Piazza Aspromonte 35 a Milano). Condurrà la degustazione Simone Uras (di UnionBirrai Beer Taster), insieme a un Sommelier FISAR Milano. Alle tre Birre IGA in degustazione, affiancheremo la degustazione di vini ricavati dalle stesse uve e, quando possibile, dallo stesso mosto, per rintracciare l’apporto speciale conferito a questo stile. I vini sono stati selezionati in base alla loro tipicità, affinché esprimano il carattere sincero del vitigno e la sua manifestazione più pura nel terroir di riferimento.