Nicolas Joly, nel suo l ibro “La vigna, il vino e la biodinamica”, rivendica i pregi dell’antica pratica della selezione massale, che permetteva di mantenere la varietà all’interno di un clone, al contrario di quanto avviene oggi che si cerca di esaltare e selezionare solo le caratteristiche clonali più richieste dal mercato.


In passato, per impiantare delle vigne si praticava la selezione detta “massale”, fatta a partire da centinaia di piedi, ciascuno portatore di virtù differenti. E da questi veniva ricreata una popolazione più grande. Oggi, per ciascun clone si è preferito isolare un solo piede, in genere molto produttivo, portatore di una o due grandi qualità aromatiche molto evidenti, dimenticando che la bellezza viene generata davvero solo quando una molteplicità di caratteri trovano un equilibrio tra loro, l’uno favorendo l’azione dell’altro.