La storia del vino non può prescindere dalla storia dei successi commerciali di alcune straordinarie espressioni, come lo Champagne. Talmente unico, talmente eccezionale, talmente tutelato da cambiare per sempre la concezione del vino. Lo raccontano Attilio Scienza e Serena Imazio, esperti di genetica e storia della vite, nel loro libro “La stirpe del vino”.

Lo Champagne era dotato di caratteristiche davvero peculiari: poteva essere venduto solo in bottiglia, inoltre non poteva venire prodotto al di fuori della zona d’origine. I commercianti inglesi, che praticavano ancora il taglio con vini di diverse provenienza e aggiungevano aromi e spezie per produrre quelli che allora si chiamavano «vini all’ingle­se», si videro costretti a rivolgersi alla Francia per l’acquisto dell’adorato Champagne (lo Sparkling Wine d’Ay, come era soprannominato quando arrivò per la prima vola in Inghilterra), senza poterne modificare la composizione. Si tratta di un passaggio cruciale della storia dell’enologia: dal vino venduto in barrique a quello venduto in bottiglia, con un’etichetta che ne garantisca l’origine mettendo in gioco l’onorabilità del produttore, «costringendolo» a produrre vini di qualità senza l’aggiunta di alcole.