Dai morbidi declivi del Collio alla piana dell’Isonzo, sei grandi vini bianchi selezionati in grandi annate che avremo l’opportunità di scoprire stasera, Giovedì 27 Giugno, in occasione della Degustazione dedicata “Bianchi Friulani che sfidano il tempo”, organizzata da FISAR Milano.

VINI CAPACI DI SFIDARE IL TEMPO – Esistono in Italia vini capaci di sfidare il tempo, tanto quanto i vini francesi, per i quali l’annata, il millesimo è una norma? La risposta è: pochi, anzi pochissimi. Soprattutto in questi tempi di cambiamenti climatici e scarsa escursione termica, anche in luoghi vocati, che scongiura l’ottenimento dell’acidità nell’uva, uno dei fattori che predispone geneticamente i vini bianchi ad un invecchiamento maggiore.

I BIANCHI “RISERVA” IN ITALIA – In effetti i bianchi cosiddetti “Riserva” nel nostro bel paese si contano davvero sulla punta delle dita di una mano: il Verdicchio, il Greco, la Vernaccia di San Giminiano, qualche Soave, e eccoci ai nostri protagonisti, i vini friulani: perché dove oggi viene a mancare l’acidità, quel che ci aiuta, in alcune zone d’Italia, di cui il Friuli è un esempio lampante, è la mineralità del terreno, sia essa di origine vulcanica o marina.

TERROIR – In Friuli, in particolare, protagonista è la cosiddetta “ponca”, un terroir unico, di origine carsica, che si geomorfizza in svariate tipologie di calcare poroso, dall’Istria, al Carso, ai colli Goriziani, al Collio. Dove oggi c’è questo particolare terreno calcareo e duro, bianco rossastro, un tempo vi era il mare, in particolare rocce calcaree marine. Tra i pori della ponca, le viti di Friulano, di Sauvignon, di Malvasia, Vitovska e Chardonnay, allungano le loro radici con ardui sforzi, si plasmano e ne traggono negli anni una spettacolare quota minerale, come in pochissime altre zone al mondo, capace di conferire ai vini una durezza espressiva tutta da plasmare ed una longevità da record.

IL FRIULANO MIGLIORA INVECCHIANDO – Addirittura ci son vitigni che hanno il potere di migliorare invecchiando, come è stato dimostrato per il Friulano (un tempo Tocai), oggetto di una iniziativa denominata proprio “il Friulano migliora invecchiando”, promossa dall’Agenzia regionale friulana per lo sviluppo rurale, che ha da poco organizzato a Milano un panel test con tre commissioni di degustazione riservate a Friulani/Tocai di vendemmie precedenti la 2010 (data che segna lo spartiacque tra la vecchia denominazione e quella nuova di Friulano), a bianchi monovarietali, come Ribolla, Malvasia e Vitovska, anch’essi precedenti al 2010, e i bianchi da uvaggi, ovvero vini ottenuti dalla mescolanza di uve tipiche del territorio, come Stara Brajda (Malvasia/Vitovska/Friulano). Gli assaggi, fatti alla cieca, hanno premiato quali migliori vini i Friulani/Tocai, un pinot bianco, e un Braide Alte per gli uvaggi.

VITICOLTORI DEL FRIULI – Dietro queste realtà viticole difficili da coltivare, ma di grande longevità e soddisfazione, ci sono i viticoltori del Friuli, gente che per lavorare quel duro calcare dalle grandi potenzialità, si rompe letteralmente la schiena, spesso in zone difficilmente meccanizzabili, e che sono riusciti, nonostante la rinuncia forzata ad un marchio consolidato come Tocai, a girare il tavolo e dimostrare di aver conservato con il proprio lavoro grande impronta sul mercato dei vini di alta gamma.

IL NOSTRO WEEKEND IN FRIULI – La scorsa primavera, dal 29 al 31 marzo 2019, abbiamo organizzato una visita di tre giorni nelle splendide località del Friuli. Un’ottima occasione per conoscere il territorio, visitare cantine di lunga tradizione, confrontarci con i produttori e assaggiare i vini di cui vanno più orgogliosi. I più armoniosi e sorprendenti saranno protagonisti della degustazione, grazie a una selezione attenta, a cura dei nostri sommelier, per scegliere le bottiglie che meglio interpretano il terroir e il vitigno. Le annate, sempre di grande pregio, sono quelle che hanno portato alle migliori espressioni di ogni tipologia. Dove possibile, proporremo bottiglie Magnum: studi universitari hanno dimostrato che questo formato protegge dal rischio ossidazione e assicura migliori condizioni per un perfetto affinamento.

LA NOSTRA DEGUSTAZIONE – Ma esploriamo insieme le sei gemme che avremo in degustazione (abbinati stuzzichini e specialità), e che ci illustreranno da vicino la densità e la complessità cui possono arrivare i vini friulani, degni figli di una terra dura e sfidante, e del lavoro sapiente degli uomini che la conoscono e la amano. Incastonate tra le Alpi Giulie e il mare del golfo di Trieste, due perle regalano i loro tesori enologici. Sono Collio DOC e Isonzo DOC, spettacolari denominazioni dove il clima, il suolo e il territorio si uniscono per portare alla luce alcuni tra i migliori vini bianchi del mondo. Vini nati per riposare a lungo, per crescere e affinarsi nel tempo, per maturare profumi avvolgenti e sontuosi, raccontando una storia di tradizione ed eleganza senza eguali.

  • Friulano Toc Bas 2016, Ronco del Gelso: Dal vitigno che sta riscrivendo la storia del Friuli, un vino dal corpo inaspettato con intensi sentori di frutta secca e liquirizia.
  • Pinot Grigio Zegla Riserva 2013, Renato Keber: L’espressione più nobile del Pinot grigio: 12 mesi sui lieviti e una piccola parte in barrique per creare un vino vellutato e di grande persistenza.
  • Confini 2013, Lis Neris: Il perfetto equilibrio di Pinot grigio, Gewürztraminer e Riesling: un blend di uve raccolte tardivamente ed esaltate dalla fermentazione e maturazione in legno.
  • Ribolla di Oslavia Riserva 2013, Primosic: Basse rese, uve surmature, vendemmia manuale, poca solforosa, lieviti indigeni a dimostrare che una vigna amata dà sempre grandi vini.
  • Sauvignon Vieris 2008, Vie di Romans: Alte escursioni termiche in fase di maturazione, buona acidità e concentrazione zuccherina: il 2008 è stata una delle migliori annate per i Sauvignon.
  • Chardonnay 2007, Vie di Romans: Un vino di straordinaria eleganza e freschezza, persistente e longevo, che dopo 12 anni di attesa tocca il suo picco evolutivo.

Per chi è riuscito a prenotarsi, vi aspettiamo stasera, Giovedì 27 Giugno, alle ore 20.30 presso l’Hotel Andreola in Via Domenico Scarlatti a Milano.

 

Anna Ostrowsky