La lavorazione della botte avviene, sostanzialmente, nello stesso modo in cui avveniva secoli or sono. Con l’eccezione di alcune macchine, che però hanno un compito molto limitato e ausiliario, gli operai fanno ancora tutto con le loro braccia, che devono essere robuste, e con il loro cervello, che deve essere fino. Nella tradizione narrativa e letteraria, il bottaio, infatti, è sempre una persona straordinaria, e non priva di un’aria quasi magica: appunto perché dotato, allo stesso tempo, di forza e di intelligenza altrettanto eccezionali. (da Mario Soldati, “Vino al vino”)