Pietre antiche, terra rossa, case imbiancate e mare blu: il Salento racchiude l’intensità e il calore dei suoi elementi in ogni frutto della terra. Qui la vite prospera da più di 4.000 anni con un susseguirsi di civiltà che hanno lasciato le loro tracce, dai Greci e Romani, ai Longobardi e Bizantini, ai Normanni, Angioini e Aragonesi, fino ai giorni nostri. È questo il territorio d’origine del Salice Salentino, una DOC alla cui scoperta è dedicata la serata di degustazione che FISAR Milano ha organizzato per domani sera, Martedì 19 Novembre.

IL TERRITORIO – Un territorio assolato, con un clima mediterraneo caratterizzato da estati lunghe e calde e costanti brezze marine che contribuiscono a preservare lo stato di salute delle uve con una naturale azione antiparassitaria. Il suolo è prevalentemente argilloso, ma sono presenti anche terreni di composizione fini e calcaree, dagli spessori limitati e dal buon drenaggio, e terreni rossi e ciottolosi, ricchi di minerali. A questo ambiente si aggiunge la vicinanza del mare, in grado di mitigare la potenza del clima e di conferire interessanti sfumature di carattere ai vini. Due sono le forme di allevamento più utilizzate per i vigneti della DOC Salice Salentina: l’Alberello pugliese e la Spalliera. L’Alberello Pugliese rappresenta un sistema di allevamento anticamente diffuso nell’Italia meridionale e insulare e comune anche in altre regioni a clima caldo-arido. È concepito per sviluppare una vegetazione di taglia ridotta allo scopo di adattare la produttività del vigneto alle condizioni sfavorevoli della scarsa piovosità del sud Italia. La spalliera, d’altro canto, ha soppiantato negli ultimi decenni l’allevamento ad alberello: il suo sesto d’impianto ha permesso una maggiore meccanizzazione della coltura con un notevole sgravio sui costi della manodopera

I VITIGNI – Il vitigno principe del Salento, soprattutto della DOC Salice Salentino, è il Negroamaro o Negro amaro. L’origine del nome secondo alcuni rappresenta l’unione di due termini -il latino niger e il greco mavros, poi corrotto in dialetto nel termine maru– con il medesimo significato: nero, come la colorazione delle bacche. Una seconda ipotesi invece coinvolge direttamente il dialetto salentino niuri maru, che invece descrive il gusto amarognolo delle chiusure al palato. Il Negromaro è di remota introduzione: le coltivazioni dell’area meridionale della Puglia, infatti, sin dal VI secolo a.C., erano caratterizzate quasi unicamente da questo vitigno. Diffuso fino ad epoche recenti per il taglio dei vini sia francesi che del nord Italia (in particolare per fornire colore al Merlot e al Cabernet Sauvignon), il suo utilizzo come vitigno principale per i vini locali si è avuto solo recentemente, con una produzione di vini anche rosati. Questo vitigno oggi trova il suo principale bacino viticolo nelle province di Brindisi e Lecce. Fondamentale è il connubio con la Malvasia Nera, un altro dei vitigni più radicati nella tradizione salentina. La Malvasia, con la sua piacevole aromaticità, appartiene a quella famiglia di vitigni il cui nome deriva da una variazione contratta di Monemvasia, roccaforte bizantina a sud del Peloponneso, dove si producevano vini dolci che furono poi esportati in tutta Europa dai Veneziani.

LA DENOMINAZIONE – La DOC Salice Salentino, creata nel 1976, include il comune omonimo in provincia di Lecce, i comuni di Veglie, Guagnano e Campi Salentina – sempre in provincia di Lecce – e San Pancrazio Salentino, San Donaci e Cellino San Marco in provincia di Brindisi. Il Salice Salentino comprende diversi tipi di vino, tra cui il rosso, il bianco, il rosato e il pinot bianco (anche con la tipologia spumante), l’aleatico dolce e l’aleatico liquoroso dolce. Il Rosso prende l’appellativo “Riserva” se invecchiato per almeno due anni, di cui almeno sei mesi in legno. Il Rosso e il Rosato vengono prodotti con l’80-100% di Negroamaro. Il Rosato ha un colore tenue che arriva al cerasuolo, note aromatiche fruttate e floreali, sapore fresco e allo stesso tempo vellutato. I Bianchi sono invece prodotti con Chardonnay 70-100%, o Pinot Bianco. Il suo colore è paglierino chiaro con riflessi verdolini, il profumo delicato e fruttato e il sapore asciutto. Può anche essere vivace o frizzante. L’Aleatico passito o passito liquoroso produce vini dal colore rosso granata intenso, con riflessi aranciati se invecchiati, dal profumo delicato e il sapore pieno, caldo e dolce.

IL CONSORZIO – Tutela e valorizzazione dei vitigni autoctoni al centro del Consorzio che si occupa della vigilanza, tutela e salvaguardia della Denominazione d’Origine da abusi e da un uso improprio del marchio. Se sotto la bandiera del Salice Salentino sono il Negroamaro e la Malvasia i vitigni protagonisti della produzione, con l’IGP Salento diventa ancora più ampio il raggio di azione del Consorzio e diventano 1858 i soci (di cui 54 vinificatori, 49 imbottigliatori e numerosi viticoltori) per un totale di 3500 ettari vitati. Il Consorzio agisce da interprete nel rapporto tra territorio e consumatore, promuovendo politiche di tutela, ma anche di marketing per un territorio che, partendo dalla tutela dei suoi antichi alberelli, si é aperto al mondo.

LA DEGUSTAZIONE – Ospite della serata Ilenia Gigante, master in gestione e comunicazione del vino ALMA AIS, a rappresentanza del Consorzio di Tutela del Salice Salentino. Ilenia sarà presente a Milano appositamente per questa serata e porterà la sua esperienza diretta del territorio. Dopo una presentazione iniziale, i banchi di assaggio, divisi in isole tematiche, verranno aperti alla degustazione libera. La serata verrà inoltre scandita da alcune degustazioni estemporanee guidate da Ilenia, al fine di presentare le tipicità di ogni isola tematica! Delle 42 cantine presenti nel Consorzio, ben 16 in degustazione:

  • Cosimo Taurino SALICE SALENTINO ROSSO RISERVA 2010
  • Cantina Due palme SELVA ROSSA RISERVA 2015
  • Cantele SALICE SALENTINO DOC RISERVA 2015
  • Palama ALBAROSSA 2017
  • Cantina San Donaci ANTICAIA ROSATO DOC 2018
  • Feudi CUPONE 2016
  • Candido LE POZZELLE 2018
  • Vigneti reale SANTA CROCE RISERVA 2015
  • Cantina cellinese CELLINESE SALICE SALENTINO ROSSO 2016
  • Leone de Castris SALICE SALENTINO Riserva 50à vendemmia 2016
  • Menhir NUMERO 0 Salice Salentino DOC 2018
  • Vitivinicola d’Agostino LI FAI 2017
  • Cantina San pancrazio RIVO DI LIANDRO SALICE SALENTINO DOC 2015
  • Romaldo Greco NIGRA IGT SALENTO 2016
  • Conti zecca CANTALUPI SALICE SALENTINO DOC 2015

Per chi si è prenotato l’appuntamento è per domani sera, Martedì 19 Novembre 2019, alle ore 20.00, presso l’Hotel Marconi**** di Via Fabio Filzi 3 a Milano.

Maria Elena Ferrario