Una degustazione verticale di Paleo Rosso – Le Macchiole, tra i vini in assoluto più rappresentativi della zona di Bolgheri. È quella che stiamo organizzando per Giovedì 20 febbraio: vi Sarà Luca Rettondini, enologo dell’azienda, a guidare i nostri Associati attraverso la verticale di Paleo Rosso, con l’obiettivo di far emergere i tratti distintivi di ogni bottiglia, soffermandosi sul passaggio decisivo tra 2000 e 2001.

PALEO ROSSO, L’IDENTITA’ DI UN TERRITORIO NEL CALICESiamo immersi nel paesaggio della Costa degli Etruschi con lo sguardo verso il mar Tirreno e i piedi ben piantati in uno dei territori più vocati alla viticoltura della Toscana, e d’Italia. A darci il benvenuto è l’azienda Le Macchiole che nasce nel 1983 da un’idea dei coniugi Eugenio Campolmi e Cinzia Merli, che con intuito e passione lanciarono una scommessa che oggi possiamo dire vinta.

Paleo Rosso è uno dei risultati più significativi dell’impegno della famiglia che, in particolare dagli anni Novanta, ha maturato la propria filosofia in vigna e in cantina: esprimere il territorio attraverso la purezza del mono varietale. Paleo Rosso, Cabernet Franc 100%, è il vino simbolo della cantina, realizzato per la prima volta nel 1989, come taglio bordolese, è diventato una delle etichette più rappresentative della zona. Nel 2001 la scelta di evolverlo a un Cabernet Franc 100% ha ottenuto subito grande successo. 

Durante la degustazione del prossimo 20 febbraio avremo modo di comprendere le scelte della famiglia degustando un’annata 2000, Bolgheri Rosso Superiore DOC Cabernet Sauvignon 70%, Cabernet Franc 30%, un Toscana IGT Cabernet Franc 100% 2001 per poi proseguire con questa etichetta per le annate 2004, 2007, 2009, 2010 e 2011. L’enologo dell’azienda, Luca Rettondini, che condurrà gli ospiti attraverso le evoluzioni delle varie annate, si soffermerà sul carattere e la personalità decisa di questi vini che esprimono in modo molto netto i tratti distintivi del territorio. Lo stesso nome Paleo Rosso è stato scelto perché richiama un’erba spontanea, della famiglia delle graminacee, tipica di questa zona della Toscana, per sottolineare già dal nome l’indissolubile legame di questo vino con il suo territorio d’origine. 

LE MACCHIOLE – Grazie ai suoi vini di successo, tra questi Paleo Rosso, l’azienda Le Macchiole è diventata una delle realtà più affermate nel settore e ha contribuito, attraverso i suoi prodotti dotati sempre di grande carattere e personalità, a diffondere la fama del territorio anche a livello internazionale. 

L’azienda oggi è guidata da Cinzia Merli che, con i figli Elia e Mattia, e un gruppo di appassionati collaboratori, traduce ogni giorno la propria passione in un lavoro attento e prezioso in vigna e in cantina. L’obiettivo è sempre ottenere bottiglie che sappiano distinguersi per eleganza e finezza. Da pionieri di questo territorio sono diventati un riferimento nell’ambito del vino toscano di qualità; Le Macchiole è un’azienda che interpreta il presente per evolversi in modo contemporaneo senza mai tradire la propria filosofia. La scelta del mono varietale s’inserisce esattamente nel solco di questa visione aziendale e ha contribuito a tratteggiarne la personalità. Ma c’è di più: la strada dell’agricoltura biologica unita a un approccio sostenibile al business del vino, restituiscono il ritratto di una cantina che guarda con orgoglio alla sua storia ma non teme il futuro e anzi vuole esserne protagonista. 

UN TERROIR DALL’ACCENTO FRANCESE – Siamo sul Mar Tirreno eppure le similitudini con Bordeaux sono molte. Le caratteristiche del terreno insieme al clima asciutto e correttamente ventilato, le temperature leggermente inferiori al resto della costa e l’intensa luminosità della zona, contribuiscono alla definizione di un ambiente tipicamente mediterraneo, particolarmente vocato alla coltivazione di varietà come Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Syrah. 

I suoli di Bolgheri sono il risultato di un’evoluzione geologica complessa che oggi porta a un’incredibile variabilità dei terreni: sono ben 27 le unità pedologiche individuate all’interno della denominazione. Minimo comune denominatore è un terreno di natura argilloso-sabbiosa e alcalini, di notevole profondità e con scheletro minerale molto fine, le condizioni ideali per la produzione di vini eleganti e longevi.

L’azienda vinifica soltanto uve di proprietà, provenienti da parcelle che sono state acquisite man mano fino ad arrivare agli attuali 26 ettari, non tutti confinanti ma dislocati in diverse zone della denominazione. Ogni parcella è curata a sé, con un approccio dedicato alle sue specificità: quelle del terreno e della vite. Si tratta quindi di parcelle dalle caratteristiche differenti da cui vigneti diversi possono trarre le massime espressioni e offrire alla cantina uve diverse da cui attingere per realizzare, in ogni vendemmia, lo stile Le Macchiole. La precisione nella lavorazione del terreno durante l’anno fino all’epoca vendemmiale, e infine la raccolta manuale e la doppia cernita delle uve in cantina. 

Ma per incontrare questi vini dalla personalità fuori dall’ordinario, profumati, ricchi e complessi, capaci di esprimere le caratteristiche del “terroir bolgherese”, occorre degustarli. Per chi è riuscito a prenotarsi (l’evento è andato sold out in pochissime ore) l’appuntamento è per giovedì 20 febbraio alle ore 20 presso l’Hotel Andreola in via Scarlatti, 24 a Milano.

Silvia Minoggio