In Puglia, nella zona di Lucera, in provincia di Foggia, esiste una piccolissima Doc dal nome quasi impronunciabile, ma ancor più difficile da scrivere, per chi non conosce il dialetto del luogo. Si tratta del Cacc’e mmitte di Lucera, la cui traduzione in Italiano, “leva e metti”, potrebbe anche far pensare a qualcosa di scabroso, ma che invece deriva dall’antica procedura di vinificazione.
Infatti i pochi proprietari delle tipiche masserie della zona, chiamate palmenti, erano soliti affittare, ai tanti piccoli vignaioli, le vasche per la pigiatura dell’uva, assieme alle attrezzature necessarie alla vinificazione. Naturalmente, per guadagnare di più, rendevano queste operazioni abbastanza frenetiche, in modo tale che le attrezzature venissero lasciate libere in fretta per l’utilizzatore successivo. Pertanto l’affittuario quasi non faceva in tempo a togliere il mosto appena prodotto dalle vasche della tenuta (cacc’e), per portarlo nelle proprie cantine, che già un nuovo affittuario era pronto a versare (mmitte) la propria uva da pigiare.
Il nome, che sembrava un ostacolo insormontabile, in passato probabilmente ne ha impedito la diffusione; oggi, invece, è considerato quasi un punto di forza, un elemento che sicuramente aiuta la memoria degli appassionati italiani e stranieri. E i risultati pian piano stanno arrivando.

Michele Nardozza