La seconda azienda del tour “La Sardegna del nord” e di cui vogliamo parlare si trova in Romangia, la zona vitivinicola sarda meno conosciuta fuori dai confini dell’isola, capace di produrre ottimi vini tra cui il Moscato di Sorso-Sennori DOC.

STORIA

È la zona vitivinicola sarda meno conosciuta fuori dai confini sardi a causa della poca fortuna avuta dalla Cantina Sociale di Sorso – Sennori nata nel lontano 1955 ma chiusa negli anni novanta per mancanza di “materia prima”. Il motivo è paradossale ed è ancora attuale: in Romangia sono presenti numerosi piccoli produttori di uva e di vino. 

In Romangia il vino si crea da 2000 anni prima della civiltà romana, etrusca, fenicia sono stati rivenuti numerosi reperti: il Vaso in terracotta da Vino (Facies Abealzu, Eneolitico), dei veri “decanter” (l’Askos ) in ceramica rinvenuti presso il Monte Cao tra Sorso – Sennori, datati 900 a.c. 

In epoca Romana la Sardegna era fonte pregiata per l’Impero non solo di grano ma anche di olio e vino, per il quale le zone di provenienza più prestigiose erano certamente la Romangia e Cagliari. 

Mariano I De Thori, Re Sardo del nella metà del XI secolo, in un passo della Cronaca Logudorese fa esplicito riferimento alla passione che aveva per il prezioso nettare, tanto da costringere la madre a ricorrere a sortilegi pur di distoglierlo dal bere il vino. 

LA FILOSOFIA

La cantina Dettori è una realtà artigianale che produce vini originali e territoriali nei pressi di Sennori a Badde Nigolosu, una straordinaria sottozona della Romangia. Alessandro Dettori, titolare della tenuta, rappresenta la rinascita e il riscatto della viticoltura sarda dalle mode e convenzioni.

Da ogni vigna nasce un vino: il Dettori Bianco dalla vigna di Vermentino; il Tuderi, il Tenores ed il Dettori dalla vigna del Cannonau; il Chimbanta dalla vigna della Monica; l’Ottomarzo dalla vigna del Pascale; il Moscadeddu dalla vigna del Moscato. I vini vengono lavorati “in purezza” pertanto: 100% Cannonau, 100% Monica, 100% Pascale, 100% Vermentino, 100% Moscato. La produzione totale annua va dalle 20.000 bottiglie alle 45.000.

Vogliamo che i nostri vini rappresentino l’essenza del nostro Terroir. Quello reale, vero. Creiamo Vini di Tradizione e di Territorio. Vini liberi. Liberi di esprimere se stessi, liberi di esprimere appieno un territorio poiché sono una semplice spremuta d’uva fermentata. Non sono vini schiavi delle logiche commerciali e di marketing. Non sono vini studiati e confezionati ad arte per un mercato importante.”

I VINI

La selezione manuale di tutti i grappoli è fatta sul tavolo in acciaio costruito appositamente. L’uva viene diraspata ma non pigiata e viene lasciata a macerare nei tini di Cemento senza aggiunta alcuna di solforosa. La durata della macerazione dipende dalle caratteristiche del mosto. Può durare dai due ai venti giorni. Macerazioni più lunghe non appartengono alla nostra cultura. La svinatura avviene sempre a mano per preservare la buccia. Il mosto prosegue il suo cammino nelle piccole vasche di cemento sino al suo imbottigliamento, di solito dopo due – tre anni.

In Cantina non è utilizzato alcun prodotto di chimica di sintesi oltre allo zolfo. Non sono aggiunti lievi, enzimi ed ogni altro coadiuvante della vinificazione e maturazione del vino. 

LE UVE

Cannonau: Vitigno Autoctono Sardo. Ha origine in Sardegna prima ancora che nel resto dell’Europa.

Moscato:  Moscato Bianco. L’origine è orientale. Questo vitigno è uno dei più antichi in Sardegna.

Monica: Vitigno autoctono sardo.

Pascale: Vitigno Autoctono Sardo. Il Pascale anche se è chiamato “Pascale di Cagliari” è coltivato nel nord della Sardegna. È anche un’ottima uva da tavola.

 

Ilaria Scarpiello