Tenute Sella & Mosca si trova ad Alghero in provincia di Sassari e come recita il sito internet dell’azienda Sella & Mosca è pura poesia per la vista e per il palato. La sua storia ebbe inizio nel 1899 quando due intrepidi piemontesi, l’ingegner Sella e l’avvocato Mosca, decisero di bonificare alcune terre in Sardegna preoccupandosi di ricostituire i vigneti devastati dalla fillossera, selezionando tantissime varietà che, grazie a questo prezioso lavoro, sopravvivono ancora oggi. Poi nel 2002 l’azienda è passata al gruppo Campari e dal 2016 fa parte del Gruppo Terra Moretti, con una crescita costante che l’ha portata a diventare una delle più grandi realtà vinicole d’Europa, con oltre 500 ettari di vigneti piantati nella zona di Alghero, 16 in Gallura e 6 nel Sulcis.

La maggior parte della produzione è concentrata proprio negli splendidi vigneti della zona di Alghero, nella parte nordoccidentale della Sardegna, dove i terreni calcarei, argillosi, sabbiosi e ricchi di ferro, coadiuvati dalle brezze marine, permettono al torbato e al vermentino di esprimere al meglio tutte le loro qualità, con un bouquet intenso e avvolgente e fine sapidità; ma anche al cannonau e al cabernet sauvignon di esprimersi in tutta la loro potenza, con vini ricchi, carnosi e profumati; e proprio dalle migliori uve di cannonau, appassite al sole per circa 2/3 settimane, nasce l’impareggiabile vino liquoroso Anghelu Ruju, un trionfo di sapori e profumi unici.

La testimonianza della grande produzione di qualità di questa zona è data dai numerosi premi e riconoscimenti che vini come il Terre bianche cuveè 161, il Dimonios, il Tanca Farrà e il Marchese di Villa Marina hanno ricevuto nel corso degli anni.

Sella & Mosca, dicevamo, è anche in Gallura, nella parte nordorientale dell’isola, con 16 ettari di vigneti di vermentino, in un terroir unico, dove influssi marini e brezze collinari si incontrano e riescono a regalare vini di grande eleganza e struttura, dai profumi suadenti e dal pronunciato carattere mediterraneo.

Infine nei pochi ettari di vigneto del Sulcis, riescono a produrre vini dal bouquet variegato e molto intenso, dalla buona struttura e dal tannino levigato, grazie al vitigno carignano, allevato su un suolo sabbioso e ricco di minerali.

 

L’azienda negli ultimi tempi ha deciso di rivolgersi al famoso stilista e concittadino Antonio Marras, per la realizzazione delle etichette di quattro dei suoi vini emergenti, che raccontassero il forte legame col territorio.

Sono nati così: 

Ambat un vino sapido e fruttato a base di Vermentino, travolgente, che sa di mare;

Catore un vino particolare, frutto di un percorso di ricerca sull’autoctono Torbato portato avanti per anni dall’azienda;

Oscarì uno ottimo spumante Metodo Classico, sempre a base di Torbato, che costituisce una vera e propria rarità enologica che nessun altro produce;

Mustazzo  un vino a base di Cannonau, coltivato a oltre 600 m di altezza, dove le escursioni termiche preservano una ricca componente fruttata e tannica, che lo rendono allo stesso tempo potente e gentile.

 Michele Nardozza