Un percorso di degustazione di sette vini rossi della Nuova Zelanda – capaci di far apprezzare tutto il mistero e il fascino che circonda questa meravigliosa terra lontana – è stato al centro dell’evento, in modalità virtuale, organizzato da FISAR Milano lo scorso giovedì 26 novembre.

La Nuova Zelanda è un paese dal clima generalmente fresco e ricco di paesaggi mozzafiato e di flora e fauna esotici, dove la viticoltura è arrivata solo nel 1830, ma che è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante nella produzione mondiale di vino. Il Pinot Noir è la seconda uva più coltivata in Nuova Zelanda, principalmente nei climi più freschi del Sud: Wairarapa, Marlborough, Nelson, Waipara, Canterbury e Central Otago.

Tra le uve rosse, quelle che maggiormente hanno contribuito a quest’exploit vi è senz’altro il Pinot Nero, che qui si esprime con colori più intensi e regala un palato morbido fruttato che si esprime con vini complessi e di buona struttura. Gli aromi eleganti dell’uva si esprimono con sentori di fragole, lamponi e ciliegie e se il vino viene lasciato affinare qualche anno sviluppa note terrose e di funghi secchi. Vi sono poi il Cabernet Sauvignon e il Merlot spesso vinificati assieme all’uso del Bordolese, e il Syrah che qui risulta più morbido e meno speziato.

La serata, condotta dai Sommelier FISAR Milano Vincenza Mazzarelli e Federico Latta (Segretario FISAR Milano) ha permesso di scoprire sette vini in degustazione prodotti da 5 prestigiose cantine neozelandesi.

  • Hawke’s Bay Syrah 2016 di Babich: prodotto con Syrah in purezza, con maturazione di 11 mesi in botti di rovere, ha ricevuto consensi a livello internazionale con la medaglia d’oro vinta al “China Wine and Spirits Awards” nel 2017 (12,5%).
  • Hawke’s Bay Syrah 2016 di Mission Estate: prodotto con Syrah in purezza e una maturazione che in parte viene fatta in legno, questo vino ha ricevuto consensi a livello internazionale con la medaglia d’oro vinta al “China Wine and Spirits Awards” nel 2017 (12,5%).
  • Hawke Bay Cabernet Merlot 2014 di Mission Estate: ottenuto da un blend bordolese, con Cabernet Sauvignon 80% e Merlot 20%, la vinificazione prevede una fermentazione sulle bucce (13,5%).
  • Marlborough Black Label Pinot Noir Reserve 2017 di Babich: prodotto per la prima volta nel 2014, con l’utilizzo del Pinot Nero in purezza, ha ricevuto grandi consensi a livello internazionale, tanto che tra i premi vinti figurano: la medaglia d’oro al “San Francisco International Wine Competition” nel 2018 e la medaglia d’argento all’”International Wine and Spirit Competition” nello stesso anno. La maturazione avviene in botti di rovere (nuove per il 25%) per 10 mesi (13%).
  • Martinborough Pinot Noir 2013 di Murdoch James: ottenuto dal Pinot Nero in purezza, ha ricevuto la medaglia d’argento al “The TEXSOM International Wine Awards” di Dallas, nel 2016. La maturazione prevede un affinamento in legno (13,5%).
  • Pinot Noir 2012 di Rippon Mature Wine: la vigna è prodotta con un blend di tutte le vecchie vigne dell’azienda coltivate a Pinot Noir; la vinificazione avviene in serbatoi d’acciaio inox e la maturazione del vino avviene in botti di rovere per 17 mesi (13,5%).
  • Pinot Noir 2015 di Pegasus: la vigna ha piante di 30 anni (alcune di queste a piede franco). Per quanto riguarda la vinificazione, parte dei grappoli viene mantenuto intero e parte diraspato e si procede a una lenta fermentazione in barrique di rovere francese, per il 40% nuove, dove svolge la malolattica. La maturazione di 22 mesi avviene nelle stesse barrique (14,5%).

La serata di degustazione in modalità a distanza ha riscosso molto successo coinvolgendo 60 partecipanti provenienti dalla Delegazioni FISAR di tutta Italia – oltre alla delegazione ospitante di Milano – quali Lodi, Catania, Versilia, Livorno, Teramo, Vicenza, Venezia, Salerno, Milano Duomo, Brescia, Colline Maremmane, Treviso. A tutti i partecipanti all’evento verrà inviata la registrazione dell’evento.

Laura Grossi