A pochissimi chilometri dal confine spagnolo, troviamo la regione più meridionale della Francia, l’Occitania che nel 2014 ha accorpato le regioni del Midi-Pirenei e Languedoc-Roussillon (quest’ultima molto probabilmente possiede la viticoltura più antica dell’intera nazione).

Il dipartimento dei Pirenei Orientali, con capoluogo la splendida città di Perpignan, nella Côte Vermeille affacciata sul Golfo del Leone, è molto ricco di vigneti: 1700 ha vitati caratterizzati da oltre 6000 chilometri di muretti a secco terrazzati affacciati sul mare, con pendenze che a volte arrivano a superare il 40% e da un sistema di canalizzazione (“Agulles”) per contrastare l’erosione. Si parla naturalmente di viticoltura eroica, praticata su terreni montuosi molto poveri, selvaggi e suoli aridi (le piogge sono rare), sferzati dalla Tramontana, con un paesaggio dominato dalla garrigue, una sorta di macchia mediterranea tipica delle aree quasi desertiche, ricche di scisti scuri e calcari, fino a 500 metri s.l.m.

Il territorio del Roussillon, conosciuto come la Catalogna del Nord, è rinomato per i VDN (Vins doux naturels); questi vini fortificati si distinguono per la tecnica del mutage, cioè l’aggiunta di alcol vinicolo per bloccarne la fermentazione e lasciare così un residuo zuccherino naturale. Diverse sono le AOC che insistono, dal Maury al Riversaltes, Muscat de Rivesaltes e naturalmente il Banyuls (“la risposta francese al Porto”).

L’AOC BANYULS, dal 1909, comprende vini prodotti e imbottigliati esclusivamente all’interno di quattro comuni: Collioure, Port Vendres, Banyuls sur Mer e Cerbère, con orientamento da nord a sud.

I vitigni, allevati in prevalenza ad alberello, sono principalmente il Grenache Noir (almeno al 75% per il Grand Cru e 50% per il Banyuls, le cui uve sono già mature a metà agosto), ma anche il Grenache Gris (tra il 15 e 40%), il Grenache Blanc, il Carignan, il Cinsault, il Syrah e il Mourvedre.

Le rese autorizzate sono molto basse (30 hl/ha) e i mosti  devono avere un livello naturale di zuccheri pari a 252 g/l; dopo le fasi di pigiatura e diraspatura delle uve, inizia la fermentazione, da tre a sei settimane, che viene interrotta con l’aggiunta di distillato (con TAV raggiunta compresa tra 15% e 18% vol.).

La maturazione del vino avviene in botti di quercia (riempite solo parzialmente, fino a 30 mesi, oltre per i Grand Cru) o in damigiane di vetro, le tradizionali bonbonnes, esposte all’aperto che determina una ossidazione controllata e che porta al cosiddetto sapore “rancio”; gli sbalzi violenti di temperatura e l’effetto dei raggi solari, in questo caso, esasperano l’evoluzione ossidativa del vino. Le goût de rancio è originato dagli esteri degli acidi grassi delle acquaviti, un irrancidimento ricercato che dona ai VDN note oleose di frutta secca, idrocarburi, catrame, caffè e sottobosco.

Nel caso in cui l’invecchiamento avvenga in ambiente ridotto, prima in acciaio inox poi in bottiglie coricate, il vino viene denominato Rimage, definizione catalana di “vintage”, decisamente più facile da bere con un’alta componente di frutta matura, morbidezza e dolcezza bilanciata.

Le tipologie di Banyuls sono quindi: Blanc, Rosé, Rimage, Ambré, Tuilé, Hors d’Age, Rancio.

DOMAINE TAMBOUR

Incontro questa piccola azienda (produzione annua di 43.000 bottiglie), situata nel centro della turistica e affollata Banyuls sur Mer, nel primo pomeriggio. La cantina sorta nel 1920 è guidata oggi da Clémentine Herre che mi accoglie con grande simpatia e cordialità.

I vignerons della Domaine lavorano manualmente le viti (dall’età media di quarant’anni) dei 17 ettari di proprietà, garantendo una bassissima resa da 15 a 30 hl per ettaro, l’equivalente di una bottiglia per ceppo.

Questa cantina si avvale della certificazione “Haute Valeur Environnentale” (Alto Valore Ambientale) atta a garantire che le pratiche agricole utilizzate nell’azienda agricola preservino l’ecosistema naturale e riducano al minimo la pressione sull’ambiente (suolo, acqua, biodiversità, ecc.).

BANYULS RIMAGE 2019 – 18% vol.

I profumi e la morbidezza di questo Grenache Noir in purezza mi affascinano fin da subito; la tonalità del colore è intensa e il ventaglio di frutta rossa matura che si avverte al naso è ampio (dalla mora, alla ciliegia, ribes, mirtillo, lampone, prugna).    Il sorso è pulito, avvolgente, bilanciato, per nulla tannico e persistente; la dolcezza è data da un residuo zuccherino di 95g/l.

BANYULS TRADITION – 18% vol.

Anche questo elegante Banyuls è ottenuto dal 100% di Grenache Noir (le piante hanno un’età media di 50 anni), invecchiato 36 mesi in botti di rovere esposte al sole, poi sei mesi in barriques e affinamento in bottiglia. Alla vista il colore è tipicamente di un profondo rosso granato; all’olfatto spiccano note complesse che vanno dal floreale al fico secco, noce tostata, scorza d’arancia, che al palato si arricchiscono con sensazioni di cannella, cacao e caffè. Finale di carattere e buona persistenza, con percezione tannica piacevole.

BANYULS HORS D’AGE – 18,5% vol.

Rappresenta uno dei più tipici e tra i primi VDN Banyuls Rouge prodotti dalla Cave Tambour; anche in questo caso la Grenache Noir è in purezza, con una resa per ettaro di 15 hl e vigneti decisamente vecchi, circa 70 anni. L’affinamento dura almeno quattro anni in barriques; naturalmente la tecnica Soleras con invecchiamento in botti esposte al sole portano all’ossidazione e alla concentrazione del vino (evaporazione dell’acqua e dell’alcol o “part des anges”, che tradizionalmente è sostituita da un’annata più giovane). Ovviamente per questo motivo non è consentito aggiungere l’anno in etichetta, come per il Banyuls Tradition.

Il colore è un mogano non troppo intenso; il profumo è intenso e ricco, con marasche sotto spirito in primo piano, frutta in confettura, ma anche noci e mandorle, fichi secchi, spezie dolci, cioccolato. Dolce e bilanciato al sorso (82 g/l lo zucchero residuo).

TERRES DES TEMPLIERS

Avevo già sentito nominare questa storica cantina, soprattutto per i numerosi riconoscimenti, sia a livello nazionale che internazionale: proprio di recente, a luglio, ha ottenuto la Gran Medaglia d’oro e Medaglia d’oro al Concorso “MONDIAL DES VINS EXTRÊMES 2021” promosso dal Cervim.

La Cave rende omaggio ai Templari del XII-XIII secolo e continua oggi a far vivere la loro eredità, sia in vigna che in cantina.   

Nel 1950 nasce il Gruppo di Interproduttori di Collioure e Banyuls; oggi l’iniziale “Cellier” che è diventata Terres del Templiers otto anni fa, riunisce 753 viticoltori che lavorano su quasi 700 ettari di vigneti, corrispondenti a circa il 51% dell’intera produzione del Cru.

Confesso che rimango un po’ sorpreso dall’affollamento di persone nella sala degustazioni (molti turisti stranieri); riesco comunque ad assaggiare diversi prodotti anche se con molta distrazione e frettolosità dell’addetto.

BANYULS AMBRÈ ROUMANI DORÈ

Prodotto da un blend di Grenache Blanc e Gris al 95% e Muscat d’Alexandrie 5%; il vino è affinato in botti di rovere per cinque anni.

Questa tipologia di Banyuls si presenta con un colore brillante ambrato con riflessi ramati.

Il profumo delicato ricorda la confettura di mele cotogne, agrumi canditi e cera d’api; al palato è elegante con retrogusto che rimanda alla frutta disidratata (albicocche, datteri).    Degustare tra 8° e 10 °C.

BANYULS RIMAGE MISE PRÉCOCE – 2017

Grenache Noir al 100% con un titolo alcolometrico volumico di 16%. Il colore mogano è intenso e molto scuro; al naso ritroviamo la frutta rossa (amarena, fragole, lamponi, cassis) e un sottofondo speziato e di mallo di noce. Morbido e strutturato al palato con una trama tannica abbastanza fitta ben equilibrata e piacevolmente dolce. Degustare a 14°C.

BANYULS “LA SERRA” GRAND CRU – 2011 – 18,5% vol.

Vino tra i più vecchi a base di Grenache Noir in purezza, invecchiato in rovere per più di sei anni.

Rosso rubino scuro con sfumature color mogano; i profumi vanno dai frutti di bosco al sottobosco che si amalgamano a nocciole, caffè e cacao tostati. In bocca in evidenza un carattere vinoso, secco e minerale, quasi terroso che confermano il gusto ossidativo e un tannino abbastanza presente.

BANYULS VIELLE RÉSERVE TRADITIONNEL

Le traditionnel par excellence. Belle oxydation sur des notes de fruits noirs.”    Questa è la citazione che presenta la scheda del vino nel sito della Cantina; i vitigni impiegati sono Grenache Noir al 70% e Grenache Gris e Blanc al 30%. Una metà del mosto viene mutizzata, l’altra viene travasata sulle vinacce con una macerazione che dura circa sette giorni.

Questo Banyuls matura per tre anni in vecchie botti di rovere di grandi dimensioni (il 5% dell’assemblaggio affina all’aperto).

Colore rosso bruno con riflessi aranciati; al naso la complessità odorosa si basa sulla frutta rossa e su aromi di torrefazione. In bocca l’attacco è morbido e dolce (residuo zuccherino di 50g/l) con retrogusto di prugne secche e ribes; ottima la persistenza.

CAVE L’ÉTOILE

La Cave l’Etoile è la più antica del territorio, quest’anno festeggia i 100 anni; si tratta di una associazione cooperativa di vignerons (molti dei quali discendono dai 12 “padri fondatori” che hanno creato la cantina nel 1921), le cui vigne sono posizionate a soli cinque chilometri da Banyuls sur Mer.

Ogni anno questi vini raccolgono premi e riconoscimenti, come la Gran Medaglia d’oro per l’AOP BANYULS GRAND CRU 2012 e la Medaglia d’oro per l’AOP BANYULS RIMAGE 2020 al già citato concorso 2021 dei Vini Estremi del Cervim.

La Cantina dispone di una terrazza dove il Direttore Bruno Cazes mi accompagna, al termine della piacevole degustazione guidata da lui personalmente; qui vengono esposte ai  raggi del sole alcune tipologie di Banyuls, in grandi damigiane di vetro, le bonbonnes, chiamate anche “Dame Jeanne”.

COLLIOURE AOP BLANC “LES TOILES FAUVES” – 2020 – TAV 13% vol.

Monsieur Cazes mi propone come inizio degustazione un vino bianco secco proveniente dai vigneti di Collioure, territorio a una 20ina di chilometri a nord di Banyuls sur Mer : Grenache blanc 50%, Grenache gris 45 %, Vermentino 5%. Si presenta con un colore dorato limpido con un naso delicato, pulito che ricorda note di agrumi, pera e anice; il sorso è fresco, minerale, con un finale vivace.

BANYULS BLANC – 2020 – TAV 16,5% vol.

Questo vino bianco (Grenache Gris 50%, Grenache Blanc 45%, Muscat 5%) può essere lasciato invecchiare anche per molti anni per poterne apprezzare il diverso profilo aromatico.

La tonalità del colore è simile al Blanc precedente e il corredo di profumi va dai fiori di campo e d’arancio alla frutta cotta, albicocche secche e agrumi. Molto piacevole al palato con acidità bilanciata e una leggera sapidità marina sul finale. Si consiglia di degustarlo a una temperatura di 10-12°C.

COLLIOURE AOP ROUGE “MONTAGNE” – 2019 – TAV 15% vol.

I vitigni autorizzati per l’Aop Collioure Rouge e Rosé sono i medesimi del Banyuls (per la tipologia Blanc troviamo invece, oltre ai due Grenache, i complementari Macabeu, Malvoisie, Marsanne, Roussanne e Vermentino).

I vitigni per questo vino provengono dalle alture dei terrazzi pietrosi a picco sul mare di Collioure (suoli detritici, scisti di epoca primaria e micascisti granitizzati) e hanno un’età compresa tra i 20 e 40 anni: Grenache Noir 60%, Syrah 30%, Mourvedre 10%.

Colore granato intenso, note di drupacee rosse e spezie; in bocca ritroviamo il frutto croccante, una trama fine dei tannini e un tocco di liquirizia sul finale unita a sfumature iodate.

BANYULS “DORÉ” – TAV  17% vol.

Grenache Noir 90% e Grenache Gris 10% compongono questo vino, imbottigliato dopo un anno di affinamento in botte di rovere.

Alla vista il colore è mogano con tono di buon spessore; al naso aromi di frutta cotta e secca, liquirizia e cuoio. Pieno e complesso al palato e un finale armonico che rimanda a sensazioni di acquavite di frutta.

BANYULS RIMAGE – 2019 – TAV 17% vol.

Stessa composizione del precedente. L’imbottigliamento abbastanza precoce permette di conservare tutta la freschezza aromatica tipica dei Rimage; caratteristiche sono le note fruttate di amarene, ribes, prugne e in bocca la ciliegia croccante si bilancia a una piacevole morbidezza.

BANYULS GRAND CRU – 2010 – TAV 17% vol.

Questo VDN è ottenuto da Grenache Noir 75%, Grenache Gris 15%, Carignan 10% (le vigne hanno oltre 40 anni); dopo il mutage per tre settimane, l’invecchiamento avviene in tini di rovere vecchio.

I profumi di ciliegia fresca, prugne mature e miele si alleano con gli aromi intensi e profondi del palato, che acquisisce una bella rotondità e persistenza con un elegante retrogusto di spezie dolci.

Questo incredibile vino ha un’ottima longevità, anche 25 anni, e se ne consiglia la degustazione a una temperatura tra i 14 e 16°C.

BANYULS GRAND CRU “CUVÉE RÉSERVÉE” – 1995 – TAV 16%vol.

Termino la mia degustazione con “la punta di diamante” della Cantina: un VDN Grand Cru di oltre 25 anni (di cui venti passati in foudre e tonneaux), composto da Grenache Noir 90% e Grenache Gris 10%; prima della lunga sosta nelle botti di legno, la macerazione sulle bucce dura circa quattro settimane.

Color mogano leggermente più scarico rispetto ai precedenti Banyuls, richiama all’olfatto sentori di frutta (scorza d’arancia), caramello, noci, caffè, tabacco e una piacevole ossidazione che mi fa pensare a certi Rhum ambrati invecchiati in legno; in bocca è dolce, potente, ma ben equilibrato, e con un lungo finale di frutta secca.  Decisamente concludo “in bellezza”!

Gli abbinamenti

Gli abbinamenti più comuni o, forse, più scontati dei Vins Doux Naturels sono quelli certamente con dolci e prodotti di pasticceria; la maggior parte dei Banyuls Rouge sono ottimi alleati a torte al cioccolato (dalla Sachertorte al Brownie, Castagnaccio o Charlotte), crostate di frutta, panpepato, savarin francese. Nel caso però di vini più strutturati o con lungo invecchiamento si possono azzardare anche abbinamenti a piatti salati o molto saporiti: aperitivi a base di bocconcini di prugne avvolte da pancetta, secondi come un petto d’anatra glassato, carrè d’agnello, foie gras e naturalmente formaggi stagionati, piccanti o erborinati (Roquefort, Blue d’Auvergne, Fourme d’Ambert, Stilton, Gorgonzola, Queso de Cabrales, Danablu).

Il Banyuls Blanc, normalmente bevuto giovane, grazie alle sue note fresche di frutta bianca, vanigliate e agrumate, si accompagna a dolci con miele o crostate di pere, fragole o fichi, tarte tatin, crema catalana, buccellato siciliano.

Fabio Volpentesta

(Credits fotografici: Fabio Volpentesta)