Una serata in compagnia della prima Denominazione di Origine Controllata e Garantita, che ha contribuito a rendere l’Italia del vino grande nel mondo. È quella che abbiamo trascorso lo scorso Giovedì 1° Febbraio in occasione della Degustazione dedicata al Brunello di Montalcino.

Carlotta SalviniHead of Marketing and Communication del Consorzio del vino Brunello di Montalcino – ci ha condotti alla scoperta di un territorio, di un’idea, della sua storia e della proiezione al futuro, aiutandoci ad interpretare al meglio la complessità di questo straordinario vino.

Un solo anno, il 2019, e 8 aziende, continuamente alla ricerca di ogni peculiarità, di ogni singola sfaccettatura di un territorio patrimonio UNESCO che vuole lasciarsi amare e scoprire.

E il 2019 non è solo l’annata di Brunello che abbiamo avuto la fortuna di degustare, ma è anche un numero speciale per Carlotta Salvini che, proprio in quell’anno, è stata decretata Miglior Sommelier FISAR.

IL CONSORZIO – Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino è un’associazione interprofessionale fondata nel 1967 che è responsabile di promozione, tutela, valorizzazione e supervisione. Ogni anno, nel mese di Novembre, il Consorzio promuove l’organizzazione dell’evento “Benvenuto Brunello” durante il quale viene presentata in anteprima la nuova annata di Brunello di Montalcino (in attesa del suo prossimo debutto nel mercato a partire dal 1° Gennaio successivo) e gli altri vini a denominazione del territorio. Tra il 17 e il 28 Novembre del 2023 è stata presentata l’annata 2019, che abbiamo avuto l’occasione di degustare nel corso di questa serata.

IL TERRITORIO E LE CANTINE – La superficie totale del Comune di Montalcino è pari a 31.200 ettari, di cui 3.500 ettari vitati: gli ettari iscritti a Brunello sono 2.100, mentre quelli iscritti a Rosso di Montalcino sono 510. Ci troviamo a un’altitudine di 564 metri. Montalcino si trova sulla punta di una piramide dove le diverse facce corrispondono ai versanti. Le cantine di imbottigliamento associate al Consorzio sono 208.

IL CLIMA – Il clima è tipico mediterraneo con estati calde e inverni freschi; non si tratta di una zona particolarmente piovosa (sono 700 i millimetri di precipitazioni annue, che si concentrano in autunno e in inverno). La nebbia è un aspetto che è sempre presente a Montalcino, dall’inverno fino ad aprile.

I VERSANTI – A Montalcino si trova una grande varietà di terreni e le aziende sono molto diversificate tra loro, per collocazione geografia, filosofia e stile di vinificazione. Il territorio di Montalcino rappresenta una varietà enorme dal punto di vista della caratterizzazione territoriale e dei vari suoli.

Il versante Nord Est (dove si trova, ad esempio, la Cantina Poggio Landi) e la parte Sud Ovest (con colline più dolci) presentano gli stessi profili dal punto di vista geologico, con terreni originatesi da depositi fluviali e fluvio-lacustri (la rete fluviale è contraddistinta dal fiume Orcia e dal Torrente Asso); non manca la parte marina con le sabbie fini plioceniche, con una buona prevalenza di argilla.

Il versante Nord Ovest è quello meno concentrata dal punto di vista dei vigneti, e presenta una zona più boschiva. Qui sono presenti rocce di origine magmatica.

La parte Sud Est è la zona più interessata dai grandi nomi del passato e che, anche tuttora, ospita le aziende più rinomate. Nella parte di Sant’Angelo in Colle ci sono sabbie plioceniche. Nella zona di Castelnuovo dell’Abate emergono alcune identità forti e sono presenti argilliti con derivati calcarei, di derivazione marina. Da Castelnuovo dell’Abate proseguendo verso Sud Est si va verso il Monte Amiata che offre una protezione dai venti e dalle precipitazioni più significative. Nel versante dell’Amiata la zona è più arida anche per l’influenza dei venti (la zona più a Sud è, infatti, interessata da una costante ventilazione naturale, soprattutto nel pomeriggio).

I TERRENI:

  • Galestro
  • Argilla
  • Composizioni fluvio-lacustri (ciottoli e sassi di fiume)
  • Sabbie fini con presenza di elementi calcarei come l’alberese (quello che comunemente a Siena viene definito Tufo)

CONTESTO STORICO – La nascita del Brunello di Montalcino risale all’Ottocento, quando alcuni agricoltori di Montalcino iniziano a sperimentare la produzione di un vino rosso con le uve di una vite tradizionalmente coltivata nella zona, una vita chiamata “Brunello”. Nel XVI secolo si parlava del vitigno “Moscadello di Montalcino”, citato anche da una poesia di Redi. Per molti anni il Brunello rimase una rarità destinata a pochi raffinati intenditori. È solo nella seconda metà del Novecento che, da una prelibatezza per pochi, si trasforma in un simbolo mondiale del migliore made in Italy.

DA DOC A DOCG – Con la nascita delle DOC, il Brunello vive una fase da protagonista ed è nel gruppo dei primi otto vini a cui viene attribuita la denominazione di origine. Nel 1966 il Brunello di Montalcino diventa un vino DOC e l’anno dopo istituisce il suo Consorzio. Nel 1980 è la prima Denominazione di Origine Controllata e Garantita DOCG in Italia.

DISCIPLINARE – Il disciplinare ammette soltanto due tipologie di vino rosso a Denominazione di Origine Controllata e Garantita che possono essere immesse sul mercato: il Brunello di Montalcino DOCG e il Brunello di Montalcino Gran Riserva DOCG, a seconda del livello di vocazione dei vigneti da cui provengono le uve. Il vitigno è il Sangiovese (detto “Brunello”) e la resa massima dell’uva per ogni ettaro deve necessariamente mantenersi sotto gli 80 quintali. L’immissione sul mercato è possibile a partire dal 1° Gennaio del 5° anno successivo alla vendemmia. L’affinamento deve essere almeno pari ad almeno 2 anni in botti di rovere e di almeno 4 mesi in bottiglia (6 mesi, se Riserva). La Riserva può uscire sul mercato a partire dal 1° Gennaio del 6° anno successivo alla vendemmia.

Sono 9 milioni le bottiglie di Brunello di Montalcino prodotte ogni anno (4,5 milioni sono le bottiglie di Rosso di Montalcino). Il trend del Biologico e del Biodinamico è in forte crescita e, per quanto riguarda il mercato, il 70% del Brunello è esportato all’estero.

ANNATA 2019 – L’andamento stagionale è stato caratterizzato da un inverno con temperature leggermente sopra alla media. Il clima è stato molto equilibrato con un inverno non particolarmente rigido. Nei mesi di giugno e luglio l’estate non è stata intensa e torrida come quella di questi ultimissimi anni. Va detto che il Sangiovese è un vitigno che, sebbene sia delicato, è un po’ rustico e meno sensibile dal punto di vista della pressione fitosanitaria, quindi sostiene molto bene gli stress termici. Il mese di settembre 2019 è stato molto bello e ha portato a una vendemmia di grande qualità. L’annata 2019 può, quindi, essere ritenuta molto qualitativa.

DEGUSTAZIONE: La degustazione degli 8 vini oggetto della nostra serata ha un ordine che segue un orientamento geografico da Nord a Sud.

Donatella Cinelli Colombini Brunello di Montalcino DOCG 2019, 14%

Ci troviamo nel versante Nord-Est di Montalcino. Questa, in passato, era una zona molto difficile dal punto di vista climatico, ma negli ultimi anni è stata rivalutata per la sua collocazione. Donatella Cinelli Colombini ha portato avanti una scelta molto coraggiosa nel farsi carico della gestione di questa azienda, in un periodo in cui l’imprenditoria era dominata dagli uomini. Oggi, tutto l’organico della cantina è al femminile. Questa azienda – che rappresenta una cantina storica – lavora con grande pulizia, precisione e rispetto, in maniera tradizionale, utilizzando la botte grande. La cantina si trova esattamente dove è presente il podere. Donatella è stata tra le prime a promuovere l’eno-turismo in Italia, valorizzando il territorio e, difatti, questo vino parla anche di accoglienza e ospitalità. I vini di Donatella Cinelli Colombini sono contraddistinti da eleganza e raffinatezza senza tralasciare il carattere, la personalità e gli elementi materici caratteristici del Brunello.

Note di degustazione – Il vino ha un bellissimo colore vivace e vivido. Al naso si percepisce subito la succosità e la pienezza olfattiva; emerge la nota aromatica del Sangiovese e anche i sentori floreali e di macchia mediterranea che non ci aspetteremmo dal Sangiovese. In bocca il vino entra in punta di piedi per poi far esplodere la sua tannicità tagliente e tenace. La salinità e la freschezza sono ben presenti. In bocca è un vino esuberante, estremamente piacevole: questa lama prorompente data dalla parte acida e dai tannini è molto interessante. Gli abbinamenti consigliati sono con piatti molto succosi che possano controbilanciare i tannini ben presenti.

Poggio Landi Brunello di Montalcino DOCG 2019, 14%

È un’azienda che si può definire una realtà nuova a Montalcino. Ci troviamo nel versante Nord Est verso Torrenieri; la cantina si trova in una zona molto bella paesaggisticamente. Questa zona è caratterizzata da colline molto dolci e gode di un clima meno arido rispetto a quello dell’azienda Donatella Cinelli Colombini. I terreni hanno una componente di argilla. Questa cantina presenta un progetto nuovo dal punto di vista della struttura della cantina, della gestione della stessa, della vinificazione e dell’affinamento. A caratterizzare i vini della Cantina Poggio Landi ci sono la grande pulizia, definizione, precisione, e uno stile che vuole essere tradizionale, ma con un approccio moderno.

Note di degustazione – La componente floreale e aromatica è più volatile rispetto al precedente; la parte eterea è più pronunciata. C’è una buona mineralità. Emergono le spezie dolci come la cannella, i frutti rossi e la ciliegia. In bocca è sorprendente, la lama qui si è un po’ arrotondata. Se si fa viaggiare un po’ di vino in bocca, si sente che il tannino qui è un po’ lento e tarda un po’ ad arrivare. La percezione ritardata del tannino contraddistingue questo vino come più largo e meno verticale rispetto al precedente. Qui il tannino è più modellato e la parte alcolica è abbastanza integrata.

Corte Pavone Brunello di Montalcino DOCG 2019

Ci troviamo nella parte di Montalcino che guarda verso Ovest. È una zona fresca e molto interessante poiché c’è una mitigazione del clima data dal bosco, che si trova tutto attorno ai poderi. L’impostazione che la proprietà ha dato all’azienda è caratterizzata da un minimo intervento di gestione agronomica e di cantina. Anche in questa cantina viene utilizzato il legno grande. Questa azienda – che lavora molto sulla parcellizzazione e sull’identificazione dei cru – desidera produrre un Brunello irruento che privilegia l’esuberanza del Sangiovese. Questo Brunello rappresenta una selezione che proviene da più vigneti.

Note di degustazione – Al naso si percepiscono note di spezie, di cuoio e di grafite. In bocca prevale molto di più il frutto scuro e le erbe aromatiche ed emerge la componente ferrosa. Si ha la percezione di un vino di maggior calore, rispetto ai precedenti. È un vino che gioca sui contrasti e su una acidità dinamica. È un vino elegante, dalla bellissima struttura: un vino gastronomico che in bocca è austero, ma dall’austerità “positiva”. Potremmo descriverlo come un vino scuro, “noir” e introspettivo. In retro-olfazione si sentono spezie terrose, muschio e liquirizia.

Scopone Brunello di Montalcino DOCG 2019, 14%

Scopone – Azienda di recente acquisizione. Ci troviamo nel versante Sud Ovest. La cantina si trova in una zona molto bella, con un terreno caratterizzato da sabbie fini, terra rossa e roccia. La proprietà è di origini emiliane, quindi non si tratta di un’azienda di Montalcino. Dal punto di vista dello stile, la proprietà sta rinnovando tutto il parco cantina, ricercando stilisticamente grande eleganza, finezza, carattere esile, meno opulenza e meno ricchezza.

Note di degustazione – Al naso, a livello olfattivo, torna la spezia dolce come la vaniglia; si sente anche una componente ferrosa (quasi di ruggine) e una componente terrosa. Questo vino è il più masticabile tra i primi 4 degustati. Il tannino asciuga molto e va a braccetto con l’alcolicità, in maniera ben bilanciata, ma alla fine è il tannino a prendere il sopravvento. Si tratta di un vino più immediato, calibrato e di grande equilibrio; un vino integrato e modellato che gioca con le diverse componente e, infatti, non c’è un aspetto che prevale rispetto all’altro. La parte alcolica trasmette eleganza e finezza.

Tra i primi 4 vini del 1° flight, il vino che ottiene il maggior successo è il 3° degustato, ossia Corte Pavone Brunello di Montalcino DOCG 2019.

Camigliano Brunello di Montalcino DOCG 2019, 14,5%

Camigliano – Ci troviamo nel versante Ovest; questa è una zona che gode di una buona collocazione. L’azienda Camigliano prende il nome dal piccolo borgo omonimo, che è molto carino anche da visitare. Anche in questa cantina l’affinamento è in legno grande.

Note di degustazione – Al naso si sente la parte ferrosa, la liquirizia, l’erba di campo, l’eucalipto, la foglia di the e il tamarindo. Questo è un vino più mediterraneo, più solare e dettagliato rispetto ai precedenti. Non è un vino che predomina per volume, ma dimostra di avere una certa personalità nel palato, caratterizzato da elementi erbacei, vegetali che conferiscono un carattere più appagante. Il tannino è gentile e ben presente. Rimane al contempo un vino dinamico, vivo, scattante e masticabile.

Fanti Brunello di Montalcino DOCG 2019, 14,5%

Fanti – Ci troviamo nel versante Sud Est. È una delle aziende più storiche e conosciute a Montalcino che ha acquisito rappresentatività e porta avanti un approccio molto tradizionale nella produzione del Brunello. La cantina è importante anche per le dimensioni aziendali.

Note di degustazione – È un vino che si caratterizza per una dominanza fruttata, un’immediatezza e prontezza, che non significa brevità di vita, bensì la capacità di giocare molto sull’equilibrio. Al naso è intenso e prevale la liquirizia. Torna sempre la frutta, la ciliegia scura matura e la marasca. La parte speziata non è molto pronunciata. È un vino che ha un naso più aperto, solare e generoso: la tanta frutta dolce crea una sinergia con la speziatura dolce. La botte grande va a conservare tutto il varietale del vino. In bocca è molto denso e masticabile, caratterizzato da una morbidezza che ricorda il 3° vino (quello della Cantina Corte Pavone). Qui l’alcol è predominante e non è inglobato alla perfezione. Prevalgono sensazioni di ampiezza di bocca grazie alla sua texture; si tratta di un vino che non ha grande volume né una grande altezza, inoltre chiude meno sulla lunghezza nel finale, bensì tende più ad allargarsi.

I vini di questo versante sono caratterizzati da frutta generosa e da sensazioni saline che rappresentano il timbro della zona di Castelnuovo dell’Abate; sono vini caratterizzati da un equilibrio longevo e , infatti, questo è il vino più equilibrato tra quello degustati fino ad ora.

Campogiovanni Brunello di Montalcino DOCG 2019, 14,5%

Ci troviamo nel versante Sud Ovest. Questa cantina – che è stata un’acquisizione successiva all’Azienda principale San Felice – pone una grande attenzione nel rispettare l’approccio tradizionale di produzione del Brunello. Qualitativamente hanno lavorato molto lungo un percorso evolutivo e di miglioramento. L’affinamento è tradizionale e viene utilizzata la botte grande.

Note di degustazione – Al naso torna la rusticità del Sangiovese che richiama la rusticità tipica del Chianti Classico. C’è una nota di pepe ed emerge la terrosità. In bocca la tannicità è polverosa. È un vino caratterizzato da compattezza e tensione. Si tratta di un vino molto orizzontale, con un alcol ben inglobato e una bellissima persistenza.

Col d’Orcia Brunello di Montalcino DOCG 2019, 14,5%

Col d’Orcia – Questa cantina è un punto di riferimento a Montalcino per la sua storicità, per le sue origini e per le dimensioni aziendali (è una delle cantine più grandi, insieme a Fanti). Ci troviamo in una zona più arida e con meno precipitazioni; una zona che guarda il mare. Siamo nel versante Sud Ovest, verso la parte più mediterranea (siamo a un’ora dal mare tanto che di sera si alza la brezza marina). Questa cantina è un’azienda molto seria produce vini sempre molto centrati nelle loro caratteristiche e loro tipologie: si sono consolidati nel tempo con un forte studio nella gestione del vigneto, sono molto attivi nel campo della ricerca e dello sviluppo e impegnati anche nelle attività del Consorzio. Questa per loro è l’idea di Brunello caratterizzato da eleganza e finezza.

Note di degustazione – Al naso emerge una parte vegetale, quasi secca. La componente eterea è molto pronunciata, con sentori di vernice. In bocca c’è una nota minerale molto importante che va ad equilibrare la componente eterea. La sapidità che torna nel palato ci restituisce eleganza. È un vino solare.

Tra i 4 vini del 2° flight, il vino che ottiene il maggior successo è il 7° degustato, ossia Campogiovanni Brunello di Montalcino DOCG 2019.

Nella finalissima, la votazione dei partecipanti che mettono a confronto i 2 vini più votati nei rispettivi flight, decreta “vincitore della serata” più apprezzato in assoluto tra gli 8 vini degustati stasera Corte Pavone Brunello di Montalcino DOCG 2019.

SELEZIONE DI FORMAGGI – Accompagniamo la degustazione dei vini con una selezione di formaggi di Montalcino:

  • Pecorino con pepe nero
  • Pecorino con 3 mesi di stagionatura
  • Pecorino con 13 mesi di stagionatura
  • Caprino con 13 mesi di stagionatura

Il formaggio è tendenzialmente un alimento di difficile abbinamento perché fa emergere componenti amare e metalliche difficili da abbinare. Più ci spostiamo verso lo stagionato, più il vino tende a faticare nell’abbinamento. I migliori abbinamenti secondo i partecipanti della serata sono i seguenti:

  • Pecorino al pepe nero con Camigliano
  • Caprino con Campogiovanni
  • Pecorino 3 mesi con Col d’Orcia

IL BRUNELLO IN 3 PAROLEEsuberante, solare ed elegante: sono queste le 3 parole con cui – al termine della ricchissima serata – Carlotta Salvini ha descritto il carattere del Brunello e noi non possiamo che essere d’accordo con lei!

Grazie a Carlotta Salvini che ci ha accompagnati con professionalità e passione lungo tutta la presentazione e la degustazione dei vini; grazie ad Achille Piattoni che ha condotto la serata e grazie ai Sommelier Valentino Branchi, Massimo Cavana, Leonardo Lionetti e Floriana Mastrangelo che hanno prestato servizio.

Laura Grossi