La continua diminuzione del consumo di vino porta a chiedersi quale possa esserne la causa (o le cause). Il prezzo (i ricarichi nella ristorazione sono notevoli: non sarebbe meglio diminuirli ma vendere?) e l’aspetto salutistico (nelle giuste quantità è un prodotto che fa bene alla salute fisica e mentale) hanno sicuramente un impatto sul problema. Ma, soprattutto, quello che è venuto meno è l’aspetto sociale e culturale che ha portato a comportamenti individuali ed egocentrici. A raccontarlo è Alberto Schieppati di L’AltraItalia.
“I consumi di vino pro capite sono in caduta libera da anni e i motivi sono solo in parte imputabili ai due “indiziati speciali” che ne sarebbero la causa, ovvero: i prezzi della bottiglia e la demonizzazione scientifico-istituzionale messa in atto dai poteri forti dalla fine del secolo scorso a oggi.” [pubblicato su www.laltraitalia.it]
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