Da Bruxelles ai vigneti italiani | Per il vino servono politiche e decisioni strategiche

L’Unione Europea finanzia, con lo strumento del PAC (Politica Agricola Comune), l’agricoltura a livello comunitario. La scadenza di quella attuale è il 2027 ma si stanno già delineando le linee guida per la prossima: una riduzione dei fondi, l’eliminazione della specificità del settore vitivinicolo, la gestione dei fondi spostata a livello dei singoli Stati membri. Secondo la FIVI si tratta di un passo indietro che non affronta le varie sfide presenti: cambiamenti climatici, eccesso di produzione, scarsa armonizzazione fiscale tra i vari Paesi. A raccontarlo è Eugenia Torelli di Linkiesta.

“Mentre la Commissione europea cerca una semplificazione – e taglia – spostando la gestione dei fondi verso i singoli Stati membri, la filiera vitivinicola chiede un approccio più comunitario e, al tempo stesso, più rispettoso verso le specificità di ogni comparto dell’agricoltura. Nel frattempo, il problema dell’instabilità climatica richiede di essere affrontato anche dal punto di vista della gestione del rischio e, a livello nazionale, la sovrapproduzione rende indispensabili misure capaci di preservare il valore del vino di qualità.” [pubblicato su www.linkiesta.it]

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