Zebra striping | Il problema del no alcol non è l’alcol

Il no e low alcohol resta una quota minoritaria del mercato, ma è l’unica in crescita costante mentre i consumi di alcol tradizionale si appiattiscono o calano. Il no/low ha senso solo se smette di essere una copia impoverita dell’alcol: l’alcol veicola gli aromi, dà corpo e peso al sorso, permette l’estrazione di composti complessi. Togliere l’alcol senza sostituirne la funzione significa produrre bevande piatte, dolci, corte: il prezzo resta quello di un’esperienza “adulta”, ma il contenuto non regge. A raccontarlo è Anna Prandoni di Linkiesta.

“Il no e low alcohol non è più un fenomeno episodico. Non è il mese di gennaio, non è la pausa detox dopo le feste, non è un gesto punitivo. È una pratica stabile di consumo, trasversale alle generazioni, che riguarda il lavoro, la ristorazione, la socialità serale e il rapporto quotidiano con il bere. Ma proprio perché è diventato strutturale, non può più accontentarsi di soluzioni di comodo.” [pubblicato su www.linkiesta.it]

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