Un blend autoctono fissato dal disciplinare: Croatina, Barbera, Uva Rara e Ughetta di Canneto (o Vespolina) provenienti unicamente dalla stessa vigna e vinificate congiuntamente. Non esistono percentuali rigide: le proporzioni variano ogni anno secondo l’andamento delle vendemmie. E ogni annata riceve un bollino numerato con un punteggio espresso in “fuochi” (da 3 a 6), assegnato in degustazione alla cieca da una giuria di enologi. A raccontarlo è Giuseppe De Biasi di Virtù Quotidiane.
“Un’area minuscola – appena 22 ettari suddivisi in 20 vigne storiche – ma talmente vocata che concentra in poche bottiglie l’identità geologica, climatica e culturale di un territorio sospeso tra Appennino e Alpi, compreso fra i torrenti Versa e Scuropasso. È un vino che reclama le sue radici: ogni bottiglia riporta il nome della vigna che l’ha generata. Qui la vite scende fino a 10 metri per attingere memorie di suolo antiche, stratificate in tre sottozone riconoscibili al palato.” [pubblicato su www.virtuquotidiane.it]
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