Docg Canelli, punta di diamante del Moscato

L’iter per la denominazione autonoma prende forma a partire dal 2001 con la nascita dell’Associazione produttori Moscato Canelli. Qui la coltivazione del Moscato è documentata sin dal Medioevo e a partire dal Seicento il vino locale diventa un riferimento riconosciuto nelle cronache e nei documenti dell’epoca. Con una gradazione contenuta tra 4,5 e 6,5%, il Canelli Docg intercetta il trend del low alcol e del consumo consapevole: e non è una questione di moda, il Moscato è sempre stato così. A raccontarlo è Anita Franzon di Civiltà del bere.

“Il vino deve essere prodotto da uve 100% Moscato bianco, le rese sono più contenute, l’altitudine minima è stabilita a 165 m slm e massima a 500 m, giaciture nord escluse oltre i 400 m; la vendemmia è esclusivamente manuale. Ma la grande novità è l’introduzione della menzione Riserva, che prevede un affinamento minimo di 30 mesi, di cui almeno 20 in bottiglia: un tempo molto lungo per dimostrare la capacità di evoluzione del Moscato.” [pubblicato su www.civiltadelbere.com]

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