Il metanolo è un alcol tossico per l’uomo perché può causare acidosi metabolica, gravi danni e portare alla cecità. Ci furono ventitré morti, più di centocinquanta persone intossicate e alcune con esiti permanenti. Ma da quella tragedia il mondo del vino iniziò a cambiare profondamente. E probabilmente senza quello scandalo clamoroso oggi la nostra fama sui mercati internazionali non sarebbe stata possibile: vennero potenziati gli organismi preposti alla verifica e repressione di sofisticazioni alimentari, con interventi più strutturati sui controlli in cantina e sul mercato. A raccontarlo è Anna Prandoni di Linkiesta.
“A distanza di quarant’anni da quella tragedia, è importante capire che cosa abbiamo imparato: la qualità non è un’etichetta elegante, ma un sistema di prove. La reputazione non si compra con una campagna, ma si guadagna con una filiera che sa dire di no. L’identità del vino italiano non sta nel mito dell’abbondanza, ma nella precisione, nella responsabilità, nella capacità di legare un luogo a un prodotto senza scorciatoie.” [pubblicato su www.linkiesta.it]
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