In un contesto in cui la pressione ambientale sull’uso dei pesticidi è sempre più forte molti ricercatori e produttori vedono nelle varietà resistenti una delle possibili risposte per il futuro della viticoltura. Dopo la crisi della fillossera alla fine dell’Ottocento, il patrimonio varietale europeo si è molto semplificato, oggi però alcuni vignaioli e ricercatori stanno riscoprendo questo patrimonio accantonato. In Francia, in zone come il Sud-Ovest o il Languedoc sono state recuperate viti quasi scomparse: molte di queste hanno caratteristiche utili anche oggi, come buona adattabilità climatica, maturazioni tardive o profili aromatici originali. A raccontarlo è Stefania Vinciguerra di Doctor Wine.
“Nei vigneti francesi stanno comparendo nomi che fino a pochi anni fa nessuno avrebbe immaginato di leggere su un’etichetta: Floréal, Voltis, Artaban, Vidoc. Non sono nuovi marchi di vino, ma vitigni. Secondo un recente articolo pubblicato da Le Figaro, sempre più vignaioli francesi stanno iniziando a piantare varietà sconosciute o dimenticate, tra vitigni resistenti, antiche varietà recuperate e persino ibridi un tempo proibiti.” [pubblicato su www.doctorwine.wine]
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