In realtà l’etichetta c’è, e le informazioni obbligatorie sono comunque presenti, come verificato dal TTB, l’ente statunitense responsabile della regolamentazione delle etichette degli alcolici. Però niente vitigno, niente annata, niente denominazione: infatti la nuova bottiglia della produttrice californiana nasce per essere degustata alla cieca, come un gioco. E il mondo del vino potrebbe avere bisogno proprio di questo: meno seriosità e più occasioni per stare insieme, discutere e divertirsi. A raccontarlo è Elisa Erriu di Reporter Gourmet.
“Il principio è quello della degustazione alla cieca, ma Stoumen non vuole trasformare l’esperienza in un esame per sommelier. La produttrice, che non ha una formazione da sommelier, considera infatti “Mystery Date” soprattutto un invito a giocare. Si può affrontare la bottiglia in modo estremamente tecnico, cercando di individuare alla cieca vitigno, origine e annata, oppure semplicemente parlarne a tavola: quali profumi ricorda? Che sensazioni lascia? È fresco, speziato, fruttato?” [pubblicato su reportergourmet.com]
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