Il vino come medicina nella storia – I parte

Il vino come medicina nella storia – I parte

L’utilizzo del vino a scopo terapeutico si perde nella notte dei tempi; basti pensare che già al tempo degli Egizi veniva usato come anestetico locale, mentre gli Etruschi se ne servivano per lenire il dolore causato da lussazioni, tumefazioni, ascessi e ferite, per curare malattie del fegato e della milza, la dissenteria e le coliche, oltre che come rimedio esterno da applicare sulla pelle.

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Nomi fuorvianti

Nomi fuorvianti

Esistono alcuni nomi di vitigni o di vini che possono trarre in inganno, soprattutto le persone meno esperte, poiché curiosamente hanno un significato completamente diverso da quello che esprimono. È il caso ad esempio del vino Dolcetto, il quale non è assolutamente un vino dolce, ma gli è stato attribuito questo nome perché l’uva omonima da cui proviene cresce bene sui dossi, o dusset nel dialetto piemontese.

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Famiglia Biondi Santi …subito!

Famiglia Biondi Santi …subito!

Strano ma vero! Il grande Brunello di Montalcino, uno dei vini di punta dell’enologia italiana, apprezzato in tutto il mondo, ha conosciuto la gloria solamente a partire dagli anni ottanta del secolo scorso, grazie alla famiglia toscana dei Biondi Santi. Questo vino nacque a fine Ottocento grazie a Ferruccio Biondi Santi, il quale, forte dell’esperienza vitivinicola del nonno materno, Clemente Santi, farmacista, ma studioso dell’agricoltura senese e appassionato viticoltore, selezionò un particolare clone di Sangiovese, detto “grosso”, nella sua Tenuta del Greppo a Montalcino.

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Quando un bicchiere di vino ti salva… la carriera!

Quando un bicchiere di vino ti salva… la carriera!

Nils Liedholm è stato un grande calciatore, un grande allenatore, ma soprattutto un grande uomo. Nato in un piccolo villaggio della Svezia, era soprannominato il “barone” più per la sua classe innata, per la sua estrema eleganza e per la sua grande signorilità, che lo...

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Barolo Boys – Storia di una rivoluzione

Barolo Boys – Storia di una rivoluzione

Definire con poche righe chi sono stati e che cosa hanno rappresentato i “Barolo Boys” per il mondo del vino sarebbe troppo riduttivo; per questo suggeriamo di guardare il docufilm “Barolo Boys, storia di una rivoluzione”, abilmente scritto e diretto nel 2014 da Paolo...

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Redzepi apre il wine bar del Noma: cheesburger e prezzi pop

Redzepi apre il wine bar del Noma: cheesburger e prezzi pop

Il Noma a Copenhagen, più volte miglior ristorante del mondo, ha riaperto con un hamburger e un bicchiere di vino.Lo chef ha assicurato che la scelta non sarà permanente. La nuova veste è pensata per restituire al cibo un grande senso di convivialità. Successivamente...

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Pinot Nero: Borgogna o Lucania?

Pinot Nero: Borgogna o Lucania?

Il dilemma riguarda la provenienza dell’elegante e capriccioso Pino Nero. Sì proprio così, avete capito bene, il grande Pinot Nero con tutta probabilità è originario della piccola Lucania e non della Borgogna come per molto tempo si è creduto. Ma vediamo come si è...

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Il Grand Cru di Carlo Magno

Il Grand Cru di Carlo Magno

Sapevate che Carlo Magno nutriva una vera e propria venerazione per il vino? Tanto che si interessò della sua produzione e commercializzazione, oltre che dello sviluppo della viticoltura? Carlo Magno nacque ad Aquisgrana nel 742 d.C. ed ivi morì nell’anno 814; fu prima Re dei Franchi, poi dei Longobardi e, nel giorno di Natale dell’anno 800 d.C., fu incoronato primo Imperatore del Sacro Romano Impero da Papa Leone III a Roma.

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Valcalepio

Valcalepio

Siamo nel cuore della nostra regione, proprio a ridosso di quella parte di Lombardia così colpita dalla pandemia. Ma se state pensando a qualche gita fuori porta per i prossimi mesi, varrà la pena dedicare una giornata alla Valcalepio, che nell’accezione enologica del...

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Il mistero di un nome

Il mistero di un nome

In Liguria esistono due vini profondamente diversi, prodotti con uve diverse, in zone anche diverse, ma con un nome molto simile. Si tratta dello “Sciac-trà” e dello “Sciacchetrà”. Lo “Sciac-trà” è un vino rosato, prodotto in provincia di Imperia, nella Liguria di Ponente, con l’uva Ormeasco (come viene chiamato in zona il Dolcetto) e inserito nel disciplinare “Pornassio” DOC. Il nome pare derivi dal dialetto ligure, significa “schiaccia e trai” e si riferisce alla sua tecnica di vinificazione; cioè l’uva viene schiacciata, le bucce restano a contatto con il mosto per breve tempo, a seconda dell’intensità di colore che il produttore vuol dare al vino, e poi vengono tirate via.

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Barbera e Champagne

Barbera e Champagne

Oggi, contrariamente al solito, vogliamo parlare di un personaggio che non amava particolarmente il vino, anzi pare che non lo bevesse nemmeno. Il personaggio in questione è un certo Giorgio Gaber, uno dei più grandi artisti italiani, che fu commediografo, attore,...

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Est! Est!! Est!!!

Est! Est!! Est!!!

Il nostro girovagare per la storia, alla ricerca di curiosità enoiche, questa volta ci porta nel 1111, nella Tuscia, in provincia di Viterbo, e precisamente nella zona di Montefiascone, a Sud-Est del Lago di Bolsena. In questa antica zona vulcanica, il vino è sempre...

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Il segreto di Santa Vittoria

Il segreto di Santa Vittoria

Il segreto di Santa Vittoria (The Secret of Santa Vittoria) è un film del 1969 diretto e prodotto da Stanley Kramer. Si tratta di una commedia divertente che racconta un episodio realmente accaduto nel piccolo paesino piemontese di Santa Vittoria d’Alba durante la...

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Genealogia di un grande vino

Genealogia di un grande vino

Da dove nasce la storia di uno dei più grandi vini del mondo? Siamo nel II secolo a.C. e già Catone tesseva le lodi di un particolare vino, chiamato retico, che, come ci fa sapere Svetonio, piaceva molto all’Imperatore Augusto. Mentre Marziale ne indica la...

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Natura morta con vino.. o natura viva?

Natura morta con vino.. o natura viva?

La storia del vino visualizzata dall’arte è lontana nel tempo e ha ispirato grandi maestri che, attraverso allegorie, paesaggi, nature morte, ritratti, raffigurazioni tra sacro e profano e uso diretto del nettare di Bacco come materia delle opere, hanno restituito una loro interpretazione della bevanda tanto amata anche dagli dei. Ma qual è la relazione tra la natura morta e il vino? La natura morta non è altro che una raffigurazione pittorica di oggetti inanimati. Tradizionalmente nelle nature morte vengono rappresentati fiori, frutta o altri oggetti inanimati come vasi, strumenti musicali, cibo ecc. Ed effettivamente, a guardare questi dipinti, per quanto i pittori si siano sforzati di dare vita agli oggetti, la definizione sembra abbastanza appropriata. Ma diverso è il caso in cui nelle nature morte viene rappresentato anche il vino. Innanzitutto perché il vino è un qualcosa di estremamente dinamico, di vivo, mai uguale a se stesso, capace di evolvere e mutare nel tempo continuamente; ma poi perché ha il potere di dare luce, gioia e vita anche all’ambiente circostante, sia esso costituito da oggetti inanimati che da persone vive.

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Cacc’e mmitte di Lucera

Cacc’e mmitte di Lucera

In Puglia, nella zona di Lucera, in provincia di Foggia, esiste una piccolissima Doc dal nome quasi impronunciabile, ma ancor più difficile da scrivere, per chi non conosce il dialetto del luogo. Si tratta del Cacc’e mmitte di Lucera, la cui traduzione in Italiano,...

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